Dal Programma GOL agli accomodamenti ragionevoli, il decreto attuativo della legge sull’oblio oncologico definisce destinatari, misure e diritti per l’inclusione lavorativa
È stato firmato dal Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali e dal Ministro della Salute, un decreto interministeriale con il quale il Governo ha dato attuazione all’articolo 4, comma 2, della legge 7 dicembre 2023, n. 193, la cosiddetta legge sull’oblio oncologico, che ha l’obiettivo di promuovere politiche attive del lavoro per garantire pari opportunità alle persone che sono state malate di tumore, sia nell’accesso al lavoro sia nella permanenza e nello sviluppo dei percorsi professionali.
Le misure in sintesi
Il decreto n.4/2026 non introduce nuove misure, ma definisce quali sono, tra le persone con una storia oncologica, quelle che rientrano tra i destinatari delle politiche attive già esistenti, in quanto considerate soggetti in condizione di fragilità.
Nella pratica, il documento assimila tutte le persone guarite da patologie oncologiche ai soggetti in condizione di fragilità ricompresi tra i beneficiari del Programma GOL (Garanzia di occupabilità dei lavoratori), del Fondo Nuove Competenze, dell’Assegno di inclusione (ADI) e del Supporto per la formazione e il lavoro (SFL) nel caso sia integrato il requisito economico e tra coloro per cui possono essere attivati gli “accomodamenti ragionevoli” definiti dalle leggi n. 18/2009 e dalla Legge 104, di recepimento della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità.
Chi sono i destinatari delle misure
Il decreto individua come beneficiari tutte le persone che sono state affette da una patologia oncologica, secondo una definizione ampia e inclusiva, per cui rRientrano nella platea:
- le persone dichiarate guarite dal cancro;
- le persone che non presentano evidenza attuale di malattia, ma sono ancora sottoposte a trattamenti prolungati, come terapie adiuvanti o follow up.
Si tratta di una precisazione rilevante, perché riconosce che l’assenza di malattia attiva non coincide sempre con una piena conclusione del percorso di cura, soprattutto sul piano lavorativo.
Quali sono le misure di politiche attive per i lavoratori oncologici
Visti i sopra citati destinatari, il decreto ricorda anche quali sono le misure di politica attiva del lavoro a cui tali soggetti possono accedere:
Programma GOL: percorso “Lavoro e inclusione”
Le persone con pregressa patologia oncologica sono ricomprese tra i lavoratori fragili o vulnerabili e possono essere inserite nel Percorso 4 del Programma GOL (Programma Garanzia di Occupabilità dei Lavoratori), dedicato all’inclusione lavorativa, anche in assenza di un sostegno al reddito.
Fondo Nuove Competenze
Il decreto richiama anche il Fondo Nuove Competenze, che finanzia la formazione dei lavoratori attraverso accordi collettivi di rimodulazione dell’orario di lavoro. La misura è rivolta ai datori di lavoro privati e consente di accompagnare i lavoratori nell’aggiornamento o nel rafforzamento delle competenze.
Assegno di Inclusione
Le persone che hanno avuto una patologia oncologica possono rientrare tra i beneficiari dell’Assegno di Inclusione, se inserite in nuclei familiari con componenti fragili e se in possesso dei requisiti economici previsti. L’ADI è collegato a un percorso personalizzato di inclusione sociale e lavorativa.
Supporto per la formazione e il lavoro
Per chi ha un’età compresa tra i 18 e i 59 anni, è considerato occupabile ma non rientra nei criteri dell’ADI, il decreto richiama il Supporto per la formazione e il lavoro, che prevede la partecipazione a percorsi di orientamento, formazione e accompagnamento al lavoro, con il riconoscimento di un’indennità economica.
Diritto agli accomodamenti ragionevoli
Uno degli aspetti più rilevanti del provvedimento riguarda il diritto agli accomodamenti ragionevoli.
Il decreto ribadisce che le persone che sono state affette da una patologia oncologica hanno diritto a modifiche e adattamenti del contesto lavorativo necessari a garantire un lavoro dignitoso, inclusivo e compatibile con le condizioni di salute.
I datori di lavoro sono tenuti a:
- aggiornare la valutazione dei rischi;
- coinvolgere il medico competente;
- adottare misure che consentano il rientro o la permanenza al lavoro;
- favorire la conciliazione tra esigenze di cura e attività lavorativa;
- prevenire discriminazioni.
Gli accomodamenti possono riguardare l’organizzazione del lavoro, le mansioni, gli orari o gli strumenti utilizzati, purché non comportino un onere sproporzionato.
FAQ Lavoro e patologie oncologiche
In sintesi, le cose da sapere:
Chi può beneficiare delle misure previste dal decreto?
Possono accedere alle misure le persone che sono state affette da una patologia oncologica, comprese:
- le persone dichiarate guarite;
- le persone che non hanno una malattia attiva, ma sono ancora sottoposte a follow up o terapie adiuvanti.
Non è necessario essere titolari di un riconoscimento di disabilità.
Il decreto introduce nuove agevolazioni economiche?
No. Il decreto non crea nuove misure, ma chiarisce che le persone con una storia oncologica rientrano tra i destinatari prioritari delle politiche attive del lavoro già esistenti, in quanto considerate soggetti fragili.
A quali politiche attive del lavoro si può accedere?
In presenza dei requisiti previsti dalla normativa, è possibile accedere a:
- Programma GOL – Percorso 4 “Lavoro e inclusione”;
- percorsi formativi finanziati dal Fondo Nuove Competenze;
- Assegno di Inclusione (ADI);
- Supporto per la formazione e il lavoro (SFL).
Come si attivano i percorsi di politica attiva?
I percorsi si attivano attraverso le procedure ordinarie, in particolare:
- rivolgendosi al Centro per l’impiego;
- aderendo ai servizi per il lavoro regionali;
- presentando domanda per ADI o SFL secondo le modalità previste.
Il decreto chiarisce che i servizi devono considerare le persone con una storia oncologica come soggetti in condizione di fragilità.
Che cosa sono gli accomodamenti ragionevoli?
Sono modifiche e adattamenti del contesto lavorativo necessari per garantire un lavoro dignitoso e compatibile con la salute, come:
- flessibilità degli orari;
- adattamento delle mansioni;
- riorganizzazione dei carichi di lavoro;
- strumenti o modalità di lavoro più adeguati.
Come si richiedono gli accomodamenti ragionevoli?
La richiesta va presentata al datore di lavoro.
Il datore di lavoro deve:
- valutare le misure possibili;
- coinvolgere il medico competente;
- aggiornare la valutazione dei rischi;
- adottare soluzioni che evitino discriminazioni.
Il datore di lavoro è obbligato ad accogliere la richiesta?
Sì, se le misure richieste sono ragionevoli e non comportano un onere sproporzionato o eccessivo.
Il decreto richiama obblighi già previsti dalla normativa su salute, sicurezza e non discriminazione.
Sono previste nuove certificazioni o adempimenti?
No. Il decreto non introduce nuove certificazioni né nuovi adempimenti amministrativi.
L’accesso alle misure avviene nel rispetto delle regole già in vigore, in coerenza con la legge sull’oblio oncologico.
Da quando si applicano queste disposizioni?
Le disposizioni si applicano a regime, dopo la pubblicazione del decreto sul sito del Ministero del Lavoro.
Non sono previste scadenze: le misure sono già operative.
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