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    Stallo personalizzato per persone con disabilità: normativa, procedure e ultimi sviluppi

    Gennaio 7, 2026

    Con l’ordinanza 3334/2025, il Consiglio di Stato ha affermato che il diniego comunale  richiede un’istruttoria motivata e non può basarsi su generiche valutazioni

    In molti comuni italiani, le persone con disabilità possono chiedere non solo un contrassegno per parcheggiare negli stalli riservati, ma anche uno stallo personalizzato, cioè un posto macchina dedicato in prossimità della propria abitazione o luogo di lavoro. Si tratta di un’agevolazione importante, ma non automatica: nel nostro articolo troverete una panoramica normativa, una guida su come richiederlo, i principali benefici e le maggiori criticità per chi ne può usufruire, oltre a un aggiornamento alla luce di una recente ordinanza del Consiglio di Stato.

    Il quadro normativo

    In Italia, l’assegnazione dello stallo personalizzato per persone con disabilità è regolamentato dal Codice della Strada (articolo 188 e seguenti) e dal relativo regolamento di esecuzione (D.P.R. 495/1992, articolo 381, comma 5).  I comuni, attraverso un’ordinanza del sindaco, possono assegnare gratuitamente un adeguato spazio di sosta alla persona con disabilità a determinate condizioni.
    La giurisprudenza e la normativa distinguono tra stalli “generici” per persone con disabilità (cioè riservati a chi ha il contrassegno) e stalli “personalizzati” (o “ad personam”), ovvero destinati a uno specifico titolare. Si tratta di una misura  a titolo gratuito, su richiesta del diretto interessato, ma la sua attuazione dipende dalla discrezionalità dell’amministrazione comunale e da altre variabili.
    Negli ultimi anni, inoltre, sono state superate alcune restrizioni: il decreto legislativo 151/2012 ha eliminato il vincolo che limitava lo stallo “personalizzato” al solo guidatore del veicolo, mentre il decreto legge 156/2021 ha previsto la possibilità, per i comuni, di rendere gratuita la sosta sulle “strisce blu” se gli stalli riservati risultano occupati.

    La procedura: chi può accedere e come richiederlo

    Non tutte le persone con disabilità possono ottenere uno stallo “ad personam”: i requisiti variano da Comune a Comune, ma in generale si richiedono:

    1. Contrassegno di invalidità;
    2. Condizioni di deambulazione particolarmente difficili;
    3. Residenza o luogo di lavoro in una zona ad alta densità di traffico;
    4. Impossibilità di disporre di un parcheggio privato accessibile nelle vicinanze;
    5. A seconda dei casi, patente di guida o utilizzo del veicolo.

    La richiesta di uno stallo personalizzato richiede alcuni passaggi formali e una documentazione precisa:

    1. Informarsi presso il comune: contattare l’ufficio mobilità o la polizia municipale per conoscere regolamenti e modulistica da presentare;
    2. Compilare l’istanza: presentare una richiesta formale con modulo dedicato al sindaco, indicando la motivazione e l’indirizzo di abitazione o lavoro, oltre alla dichiarazione di essere titolari di contrassegno disabili;
    3. Allegare la documentazione: copia del contrassegno di invalidità, certificato medico o verbale di invalidità che attesti la difficoltà di deambulazione, eventuale patente di guida o documentazione che comunichi chi utilizzerà il veicolo, documento che attesti la residenza o il luogo di lavoro nella zona per cui si richiede lo stallo;
    4. Valutazione da parte del comune: l’amministrazione esamina la richiesta, valuta le condizioni necessarie come la densità del traffico, le necessità del richiedente, la disponibilità di spazi liberi e l’assenza di alternative private;
    5. Ordinanza e segnaletica: se la domanda è accolta, il sindaco emette un’ordinanza che sancisce l’assegnazione gratuita dello stallo e il comune provvede a installare la segnaletica con il numero di contrassegno del titolare;
    6. Revisione o rinnovo: la concessione viene generalmente riesaminata al rinnovo del contrassegno invalidi, che ha una validità media di 5 anni;
    7. In caso di trasferimento di residenza o decesso del titolare, è necessario comunicarlo all’ufficio competente.

    Benefici e criticità

    I benefici dello stallo personalizzato sono notevoli:

    1. Comodità e accessibilità: avere un parcheggio riservato vicino all’abitazione o al luogo di lavoro riduce molto la fatica e lo stress nei trasferimenti quotidiani;
    2. Sicurezza: uno spazio garantito, numerato e segnalato riduce il rischio che il titolare non trovi un posto libero quando serve;
    3. Gratuità: l’assegnazione dell’area non prevede costi per il richiedente, se concessa dal comune;
    4. Priorità reale: trattandosi di uno stallo “personalizzato”, non può essere usato da altri, nemmeno da chi ha il contrassegno disabili, visto che il posto è riservato al legittimo titolare.

    A questi, però, si contrappongono alcune criticità:

    1. Dipendenza dalla discrezionalità comunale: i criteri variano ampiamente e ciò può generare disomogeneità territoriali;
    2. Tempi burocratici e istruttorie complesse che possono rallentare la risposta al richiedente;
    3. Disponibilità limitata di spazi, soprattutto in zone urbane densamente popolate;
    4. Necessità di controlli efficaci e segnaletica adeguata per evitare usi impropri dello stallo.

    La recente ordinanza del Consiglio di Stato

    Nella recente ordinanza 3334/2025, il Consiglio di Stato ha sospeso il diniego di un comune perché l’istruttoria risultava carente e le motivazioni insufficienti. Nel caso specifico, il richiedente (titolare di gravi patologie motorie) aveva visto rigettata la sua domanda di stallo personalizzato da parte del TAR. Di seguito, le motivazioni della decisione:

    1. Il comune non può semplicemente affermare che in quella strada «non vi è alta densità di traffico» senza produrre dati o istruttoria motivata;
    2. La discrezionalità non è illimitata: l’ente deve bilanciare la viabilità con il diritto fondamentale della persona con disabilità alla libertà di movimento;
    3. La normativa è «chiaramente finalizzata a migliorare le condizioni di vita delle persone con importanti limitazioni della capacità di deambulazione».

    Un cambiamento che lascerà il segno

    Questa pronuncia ha un’importanza strategica: segna, infatti, un rafforzamento della tutela giuridica degli stalli personalizzati come misura di diritto fondamentale e non solo come servizio discrezionale. Le amministrazioni locali sono dunque chiamate a svolgere istruttorie più puntuali, trasparenti e a motivare compiutamente i dinieghi; la mancanza di motivazione o la genericità del verdetto comunale possono essere contestati con riferimento alla giurisprudenza.

    Marco Berton 


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