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    Obesità: approvata in Italia la prima legge al mondo che la riconosce come malattia

    Ottobre 2, 2025

    L’obesità viene riconosciuta come malattia per legge: tra le novità più rilevanti, il fatto che le persone obese potranno accedere alle prestazioni sanitarie previste dai LEA

    L’Italia è la prima nazione al mondo a dotarsi di una legge sull’obesità. Dopo l’approvazione alla Camera, lo scorso maggio, ieri, 1 ottobre, è arrivato anche il via libero definitivo del Senato alla proposta di legge contenuta nell’Atto della Camera dei Deputati n.741 della XIX Legislatura del 28 dicembre 2022 su “Disposizioni per la prevenzione e la cura dell’obesità” di iniziativa dell’On. Roberto Pella, Presidente dell’Intergruppo parlamentare “Obesità, diabete e malattie croniche non trasmissibili”.

    Obesità nei LEA

    Tra i punti più rilevanti, il fatto che il provvedimento prevede il riconoscimento dell’obesità come una malattia inserendone le prestazioni nei Livelli essenziali di assistenza (Lea) e ponendola a carico del Servizio sanitario nazionale, per un approccio che comprende prevenzione, cura e sensibilizzazione sociale.

    Obesità in Italia: numeri

    in Italia il 12% della popolazione persone adulte è obeso: si tratta di circa 6 milioni di persone, a cui si aggiunge circa un altro 40% di persone con sovrappeso, il che significa che nel nostro Paese un problema di peso riguarda oltre la metà degli adulti. Circa un bambino su tre in Europa ha un problema di sovrappeso o obesità, e i numeri dell’Italia sono in linea (circa il 30 per cento).

    Cosa prevede la legge

    Sei gli articoli di cui è composta la legge sull’obesità:
    L’articolo 1 enuncia i princìpi e le finalità della proposta, volta a garantire la tutela della salute e il miglioramento delle condizioni di vita dei pazienti affetti da obesità, definita come una malattia progressiva e recidivante.

    L’articolo 2 prevede che le persone colpite da obesità usufruiscano delle prestazioni contenute nei livelli essenziali di assistenza (LEA) erogate dal Servizio sanitario nazionale.

    L’articolo 3 autorizza, per il finanziamento di un programma nazionale per la prevenzione e la cura dell’obesità, la spesa di 700 mila euro per l’anno 2025, di 800 mila euro per l’anno 2026 e di 1,2 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2027.
    Le iniziative dovranno essere rivolte:
    – alla prevenzione del sovrappeso e dell’obesità, in particolare infantile e delle relative complicanze, nonché al miglioramento della cura delle persone con obesità;
    – al sostegno e alla promozione dell’allattamento al seno quale nutrimento necessario a prevenire l’obesità infantile;
    – alla responsabilizzazione dei genitori nella scelta di un’alimentazione equilibrata per i propri figli;
    – ad agevolare l’inserimento delle persone con obesità nelle attività scolastiche, lavorative e sportivo-ricreative;
    – alla promozione delle attività sportive e della conoscenza delle principali regole alimentari nelle scuole;
    – a promuovere iniziative didattiche extracurriculari per lo svolgimento di attività sportive per un corretto stile di vita;
    – alla diffusione di regole semplici ed efficaci per un corretto stile di vita;
    – all’educazione sulla corretta profilassi dell’obesità e del sovrappeso;
    – a promuovere la più ampia conoscenza dei centri per i disturbi alimentari e per l’assistenza alle persone con obesità esistenti.

    L’articolo 4 prevede l’istituzione, presso il Ministero della salute, dell’Osservatorio per lo studio dell’obesità, che si dovrà occupare di monitoraggio, studio e diffusione degli stili di vita della popolazione italiana.

    L’articolo 5 autorizza la spesa di 100 mila euro annui a decorrere dal 2025 per campagne di informazione, di sensibilizzazione e di educazione per lo sviluppo di un corretto stile di alimentazione e per favorire la pratica dell’attività fisica.

    L’articolo 6 riguarda le Disposizioni finanziarie, prevedendo che agli oneri derivanti dall’attuazione degli articoli 3 e 5, pari a 1,2 milioni di euro per l’anno 2025, a 1,3 milioni di euro per l’anno 2026 e a 1,7 milioni di euro a decorrere dall’anno 2027, si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo previsto dalla legge di bilancio per il 2025.


    Redazione

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