La Camera ha approvato la proposta di legge per il riconoscimento dell’obesità come malattia, che ne inserisce le prestazioni nei LEA a carico del SSN: sarebbe la prima legge al mondo di questo tipo. Ora tocca al passaggio in Senato
Potrebbe essere italiana la prima legge al mondo sul riconoscimento dell’obesità come malattia. È stata infatti approvata alla Camera del nostro Parlamento la proposta di legge 741, a prima firma Pella, “Disposizioni per la prevenzione e la cura dell’obesità”: con 155 voti a favore, 103 astenuti e zero contrari, il testo di legge incassa il sì della Camera e passa ora all’esame del Senato.
Obesità nei LEA
Il testo della proposta di legge, che si compone di 6 articoli, prevede il riconoscimento dell’obesità come una malattia inserendone le prestazioni nei Livelli essenziali di assistenza (Lea) e ponendola a carico del Servizio sanitario, e si caratterizza per un approccio alla lotta alla malattia che comprende prevenzione, cura e sensibilizzazione sociale.
Obesità come malattia: un cambio di prospettiva
La portata del testo – che, lo ricordiamo, non è ancora diventato legge, poiché dovrà seguire il suo iter parlamentare – vede il suo fulcro in un cambio di considerazione dell’obesità: non un atteggiamento verso il cibo, che vede quindi una diretta responsabilità del soggetto colpito, bensì una vera e propria malattia.
Cosa prevedono gli articoli
Sei gli articoli di cui si compone il disegno di legge:
– L’articolo 1 enuncia i princìpi e le finalità del progetto di legge, statuendo che esso detta i princìpi fondamentali in materia di prevenzione e di cura dell’obesità, al fine di garantire la tutela della salute e il miglioramento delle condizioni di vita dei pazienti affetti da questa patologia.
Viene poi stabilito che l’obesità, correlata ad altre patologie di interesse sociale, è una malattia progressiva e recidivante.
– L’articolo 2 prevede che, al fine di garantire equità ed accesso alle cure, i soggetti affetti da obesità usufruiscono delle prestazioni contenuti nei livelli essenziali di assistenza erogati dal Servizio sanitario nazionale.
– L’articolo 3, modificato in sede referente, dispone che per il finanziamento di un programma nazionale per la prevenzione e la cura dell’obesità è autorizzata la spesa di 700.000 euro per l’anno 2025, 800.000 euro per l’anno 2026 e di 1,2 milioni di euro a decorrere dall’anno 2027.
– L’articolo 4 prevede l’istituzione dell’Osservatorio per lo studio dell’obesità (OSO), presso il Ministero della salute, composto da tre funzionari nominati con decreto del Ministro della salute, con compiti di monitoraggio, studio e diffusione degli stili di vita della popolazione italiana, operando con strutture, mezzi e personale in dotazione al Ministero della salute. Ai componenti dell’OSO non spettano compensi, gettoni di presenza, rimborsi di spese o altri emolumenti.
– L’articolo 5 attribuisce al Ministero della salute il compito di individuare, promuovere e coordinare azioni di informazione, sensibilizzazione e di educazione rivolte alla popolazione e finalizzate a sviluppare la conoscenza di un corretto stile di alimentazione e di nutrizione, oltre a favorire la pratica dell’attività fisica e la lotta contro la sedentarietà, anche mediante le amministrazioni locali, gli istituti scolastici, le farmacie, i medici di medicina generale, i pediatri di libera scelta e le reti socio-sanitarie di prossimità. A tale scopo viene autorizzata la spesa di 100.000 euro annui a decorrere dall’anno 2025.
– L’articolo 6 prevede Disposizioni finanziarie: agli oneri derivanti dall’attuazione degli articoli 3 e 5, pari a 1,2 milioni di euro per l’anno 2025, a 1,3 milioni di euro per l’anno 2026 e a 1,7 milioni di euro a decorrere dall’anno 2027, si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo previsto dalla legge di bilancio per il 2025.
Soddisfazione dalle associazioni di pazienti
Soddisfazione viene espressa da Iris Zani, Presidente di Amici Obesi e di FIAO – Federazione Italiana Associazioni Obesità, la quale evidenzia come una legge come questa significhi “assicurare ai pazienti un accesso migliore alle cure e garantire finanziamenti che nei prossimi anni permettano di gestire in modo autonomo le azioni di prevenzione che vanno effettuate, in particolare sulla popolazione più giovane e quindi a livello scolastico, e soprattutto poter effettuare campagne di sensibilizzazione, sia verso i pazienti, che spesso non sono consapevoli di avere un problema e di dover chiedere aiuto, sia verso la collettività, per meglio comprendere questa malattia, che fino ad ora troppo spesso non era considerata tale».
Nel ricordare che il testo dovrà passare anche all’esame del Senato, Zani ricorda anche un altro punto cruciale, per l’associazione, che auspica, altrettanto celermente, il riconoscimento dell’obesità come malattia cronica con approvazione del Piano Nazionale Cronicità, un passo fondamentale per lo sviluppo di un sistema di prevenzione e accesso alle cure più efficace e per una gestione omogenea su tutto il territorio nazionale».
Redazione








