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    Neurologia prima causa di disabilità nel mondo: il nuovo rapporto OMS e la strategia italiana

    Ottobre 26, 2025

    Il Global Status Report on Neurology 2025 conferma che le malattie neurologiche sono la prima causa di disabilità nel mondo. L’Italia risponde con il piano “One Brain – One Health”

    Il Global Status Report on Neurology 2025, pubblicato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e presentato durante il Congresso Mondiale di Neurologia a Seoul, approfondisce lo studio di quanto e come le malattie neurologiche abbiano un peso nella salute della popolazione mondiale, e come vengano gestite dai sistemi sanitari.

    Disturbi neurologici prima causa di disabilità

    Secondo il documento, i disturbi del sistema nervoso colpiscono oltre 3,4 miliardi di persone nel mondo e causano 11,8 milioni di decessi ogni anno, rendendoli la prima causa di disabilità e la seconda di mortalità su scala planetaria.

    Problemi neurologici: come vengono affrontati globalmente

    Il Rapporto denuncia anche una forte disuguaglianza nella disponibilità di specialisti: nei Paesi ad alto reddito si contano circa nove neurologi ogni 100.000 abitanti, mentre nei Paesi a basso reddito la media è inferiore a uno. Solo il 39% degli Stati dispone di strategie nazionali specifiche per le malattie neurologiche, e appena il 15% raccoglie dati epidemiologici in modo sistematico.

    Tra le priorità individuate dall’OMS emergono cinque aree di intervento chiave: governance, accesso equo alle cure, formazione del personale sanitario, promozione della salute del cervello e rafforzamento della ricerca scientifica.

    La disabilità neurologica in Italia ed Europa

    Nel contesto europeo, le malattie neurologiche rappresentano un peso di oltre 90 milioni di DALYs (anni di vita persi per disabilità o mortalità prematura) e un costo economico stimato in 900 miliardi di euro l’anno.
    E l’Italia? Il nostro Paese si colloca in una posizione intermedia: abbiamo una rete neurologica scientificamente avanzata, ma segnata da forti diseguaglianze territoriali.

    In Italia operano circa 7.000 neurologi, ma meno della metà – circa 3.000 – lavora nel Servizio Sanitario Nazionale. Ciò si traduce in una densità media di 5 specialisti per 100.000 abitanti nelle strutture pubbliche, con carenze significative nelle zone rurali, montane e insulari.

    Le patologie neurologiche di maggiore impatto interessano oltre 3 milioni di italiani e generano costi superiori ai 20 miliardi di euro l’anno. Se si considerano tutte le condizioni croniche che coinvolgono il sistema nervoso, la stima sale fino a un cittadino su tre.

    La strategia italiana

    In sintonia con le linee guida dell’OMS e della World Federation of Neurology, la Società Italiana di Neurologia (SIN) ha definito una Strategia Italiana per la Salute del Cervello 2024–2031, approvata dal Ministero della Salute.
    Il piano si basa sul principio “One Brain – One Health”: riconosce la salute del cervello come la prima infrastruttura della salute umana e propone un approccio integrato e multidisciplinare.

    La strategia si articola su tre pilastri fondamentali:

    • Neurologia di prossimità e digitale: potenziare la rete territoriale e la tele-neurologia, anche grazie agli investimenti del PNRR;
    • Governance integrata: istituire una Cabina di Regia tra Ministero della Salute, AGENAS, MUR e SIN per programmare fabbisogni e formazione specialistica;
    • Ricerca e innovazione: promuovere la medicina di precisione, l’uso dei big data e le partnership pubblico-private.

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