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    Troppi docenti di sostegno precari: l’Italia viola il diritto allo studio degli alunni con disabilità

    Dicembre 31, 2025

    Il Comitato europeo dei diritti sociali accoglie il reclamo Anief: sono oltre 100mila i docenti di sostegno precari

    In Italia oltre 100mila insegnanti di sostegno lavorano in condizioni di precarietà. Una situazione strutturale che, secondo il Comitato europeo dei diritti sociali (CESD), viola il diritto allo studio degli alunni con disabilità sancito dalla Carta sociale europea. È quanto emerge dalla decisione con cui il Comitato ha accolto il reclamo presentato nel 2021 dal sindacato Anief.

    Il reclamo Anief accolto 

    Con una pronuncia attesa da anni, il CESD ha confermato le tesi sostenute da Anief: l’Italia copre in modo reiterato cattedre di sostegno necessarie al regolare funzionamento della scuola con contratti a tempo determinato, anziché con assunzioni stabili. Una pratica che compromette la continuità didattica e l’effettiva inclusione scolastica degli alunni con disabilità.

    Le violazioni della Carta sociale europea

    Nelle sue conclusioni, il Comitato europeo dei diritti sociali ha stabilito all’unanimità che:

    • vi è una violazione dell’articolo 1§2 della Carta, poiché un’elevata percentuale di docenti di sostegno è impiegata in condizioni di precarietà;
    • vi è una violazione dell’articolo 1§2, anche perché molti insegnanti di sostegno sono privi della necessaria specializzazione in educazione inclusiva;
    • vi è una violazione dell’articolo 15§1, in quanto l’accesso all’istruzione inclusiva per gli alunni con disabilità è ostacolato sia dall’insicurezza occupazionale di una parte significativa dei docenti, sia dalla mancanza di specializzazione, che riguarda circa un insegnante su tre.

    Pacifico (Anief): “Ora il Parlamento assuma sui posti in deroga”

    Alla luce della decisione europea, Anief chiede un intervento immediato del Parlamento.
    Occorre autorizzare tutte le immissioni in ruolo sui posti in deroga assegnati da diversi anni alle scuole – dichiara Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – e non fermarsi alla sola conferma delle cattedre da parte delle famiglie“.
    Pacifico sottolinea che nell’ultimo anno sono stati autorizzati meno di 2mila posti aggiuntivi in organico di diritto, a fronte di un fabbisogno molto più ampio. Parallelamente, per la prima volta, circa 50mila supplenti sono stati confermati dalle famiglie, un risultato che il sindacato considera importante ma non sufficiente.

    Oltre 100mila cattedre senza titolare

    Secondo l’Ufficio legale Anief, la risposta del CESD è particolarmente rilevante perché in Italia esistono oltre 100mila cattedre di sostegno prive di titolare, di fatto vacanti, ma assegnate ogni anno con supplenze fino al 30 giugno. Un fenomeno in costante crescita, legato anche all’aumento degli alunni con disabilità certificata.

    Tra il 2021 e il 2024, infatti, il numero degli studenti con disabilità è passato da circa 316mila a 359mila, con un incremento superiore ai 20mila alunni l’anno.


    Aumentano le supplenze a tempo determinato

    L’aumento degli alunni si riflette direttamente sul personale docente. I dati ufficiali sui contratti a tempo determinato indicano che, tra il 2021 e il 2024, i posti annuali sono cresciuti di quasi 15mila unità, quasi tutti riferiti a cattedre in deroga con scadenza al 30 giugno.

    Si è passati dalle 95.755 supplenze dell’anno scolastico 2021/22 alle 111.341 supplenze del 2023/24. Per l’anno successivo, pur in assenza di dati ufficiali, si registra un ulteriore aumento di contratti a tempo determinato.

    Verso il 2028: possibile svolta strutturale

    Entro il 2028, termine entro il quale potrebbe arrivare anche una raccomandazione del Comitato dei ministri del Consiglio UE, l’attuazione della decisione europea potrebbe portare alla trasformazione dei posti in deroga in organico di diritto. Un passaggio che consentirebbe finalmente di destinare queste cattedre non solo alle supplenze, ma anche alle immissioni in ruolo e ai trasferimenti dei docenti specializzati.

    “Stop all’abuso dei contratti a termine”

    “Con questa decisione dell’Unione europea – conclude Marcello Pacifico – contiamo di essere arrivati al capolinea dell’abuso dei contratti a termine nella scuola pubblica italiana, una discriminazione intollerabile che colpisce in particolare il personale di sostegno”.

    Secondo Anief, si tratta dell’ennesimo risultato ottenuto sul fronte del sostegno, dopo le battaglie che negli anni hanno portato a un aumento dei posti in organico e delle opportunità di specializzazione attraverso i percorsi TFA e i corsi Indire.

    Redazione

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