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    Permessi legge 104: nuovi controlli previsti in legge di Bilancio

    Ottobre 29, 2025

    I datori di lavoro potranno chiedere controlli all’INPS sui lavoratori che fruiscono di permessi da legge 104. FISH e FAND chiedono lo stralcio della norma

    Dopo la pubblicazione del testo bollinato della prossima Manovra finanziaria, procede l’analisi delle varie misure contenute nel provvedimento licenziato dal Governo il 17 ottobre, e che dovrà affrontare l’iter parlamentare per la sua approvazione.

    Nello specifico delle misure che interesseranno le persone con disabilità, abbiamo segnalato nei giorni scorsi l’insoddisfazione di alcune associazioni per lo stanziamento economico previsto per i caregiver familiari, ritenuto totalmente insufficiente, mentre oggi ci concentriamo su una misura che riguarderà i permessi lavorativi da Legge 104.

    Nuovi controlli sui permessi Legge 104 su richieste dei datori di lavoro

    La novità è rappresentata dal comma 8 dell’articolo 129 della Legge di Bilancio 2026, il quale affida all’INPS la verifica dei requisiti sanitari dei dipendenti pubblici beneficiari della Legge 104/1992. Il recente provvedimento normativo assegna, infatti, all’INPS, su richiesta del datore di lavoro, il compito di verificare la permanenza dei requisiti sanitari che danno diritto ai permessi previsti dalla Legge 5 febbraio 1992, n. 104, per i dipendenti delle pubbliche amministrazioni.

    Così il testo dell’articolo:

    8. L’INPS accerta, su richiesta del datore di lavoro, la permanenza dei requisiti sanitari per i quali sono riconosciuti i permessi di cui alla legge 5 febbraio 1992, n. 104, ai dipendenti delle pubbliche amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165. Per lo svolgimento di tali verifiche INPS può avvalersi, con specifiche 99 convenzioni con oneri a carico delle singole amministrazioni, delle risorse umane e strumentali degli enti di cui all’articolo 19, comma 2, lettera c), del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118, e dei medici della sanità militare. Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, sentito l’INPS, sono stabilite le modalità di attuazione del presente comma.

    In sostanza, non solo le persone con disabilità dovranno continuare a sottoporsi al controllo sanitario e amministrativo attuale per vedersi riconosciuta la Legge 104 (con le relative agevolazioni), ma potranno poi di nuovo essere soggette a controlli discrezionali a richiesta dei datori di lavoro, in casi si impiego pubblico.

    Netta contrarietà delle associazioni

    Di fronte a tale possibile novità, FISH (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie) e FAND (Federazione tra le Associazioni Nazionali delle Persone con Disabilità) esprimono forte disappunto, ritenendo come tale norma rischi di “introdurre una logica di controllo e favorire un clima di sfiducia nei confronti dei lavoratori che assistono familiari con disabilità, stravolgendo lo spirito originario della Legge 104, fondata sulla solidarietà familiare e sull’inclusione sociale”.

    Rischio di instaurare un clima di sospetto

    È inaccettabile – dichiarano Vincenzo Falabella, presidente della FISH e Nazaro Pagano, presidente della FAND – che si possa arrivare a subordinare l’esercizio di un diritto fondamentale a ulteriori verifiche promosse dai datori di lavoro. La persona con disabilità e la sua famiglia non possono essere trattate come oggetto di sospetto. Questa impostazione rischia di creare un clima di tensione e di sfiducia, minando la serenità e la dignità di chi quotidianamente si fa carico di situazioni di grande fragilità.”

    Falabella aggiunge:

    “Comprendiamo l’esigenza di garantire correttezza e trasparenza, ma il modo in cui questa norma è concepita è sbagliato nel principio e nel metodo. Non si può introdurre un sistema che, di fatto, consente controlli discrezionali e ripetuti su persone già sottoposte a un percorso sanitario e amministrativo complesso. È necessario invertire la rotta e riaffermare che la Legge 104 non è un privilegio, ma uno strumento di civiltà.”

    Aggravio onere pubblico e maggiore burocrazia

    Le Federazioni evidenziano inoltre che la previsione di convenzioni onerose tra INPS e le singole amministrazioni pubbliche per l’effettuazione delle verifiche rappresenta un inutile aggravio economico e burocratico, in contrasto con gli obiettivi di semplificazione e razionalizzazione della pubblica amministrazione.

    La richiesta: stralciare il comma 8

    FISH e FAND chiedono con forza al Governo e al Parlamento di stralciare il comma 8 dell’articolo 129 della Legge di Bilancio e di aprire un tavolo di confronto con le rappresentanze delle persone con disabilità e delle loro famiglie, al fine di individuare soluzioni condivise, eque e rispettose dei diritti fondamentali sanciti dalla Costituzione e dalla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità.

    “La disabilità – conclude Falabella – non può essere gestita con strumenti di controllo, ma con politiche di fiducia, sostegno e responsabilità condivisa. Chiediamo un confronto immediato per correggere una norma che rischia di riportarci indietro di decenni sul piano dei diritti e della civiltà giuridica.”

    Redazione

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