CARER e Cittadinanzattiva rilevano l’inadeguatezza delle risorse messe in campo per i caregiver nella bozza della legge di bilancio, definendole: “fondo irrisorio”. E intanto nessuna traccia della legge nazionale
Con la pubblicazione del testo della prossima legge di Bilancio, approvata dal Consiglio dei Ministri il 17 ottobre scorso e ora trasmessa al Parlamento per l’iter, iniziano ad arrivare i commenti alle prime analisi delle misure. Sul fronte disabilità e, in particolare, caregiver familiari, si registra la netta insoddisfazione di Cittadinanzattiva e CARER.
Un milione e mezzo per i caregiver
L’art. 53 della Legge di Bilancio preveda l’istituzione di un fondo, pari a 1,15 milioni per il 2026 e 207 milioni dal 2027, per finanziare “iniziative legislative a sostegno del ruolo di cura e di assistenza del caregiver familiare”:
ART. 53. (Fondo per le iniziative legislative a sostegno del ruolo di cura e di assistenza del caregiver familiare) 1. È istituito nello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze un Fondo per il finanziamento delle iniziative legislative a sostegno del ruolo di cura e di assistenza del caregiver familiare, con una dotazione di 1,15 milioni di euro per l’anno 2026 e di 207 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2027. Il Fondo è destinato alla copertura finanziaria di interventi legislativi di iniziativa governativa finalizzati alla definizione della figura del caregiver familiare delle persone con disabilità e al riconoscimento del valore sociale ed economico della relativa attività di cura non professionale.
Risorse troppo esigue
Ma la coperta è corta. CARER e Cittadinanzattiva, al proposito, parlano di “promesse tradite”, ritenendoo le risorse assai esigue, di certo non in grado di far fronte ai bisogni di una platea di caregiver stimata in oltre 7 milioni che assistono quotidianamente oltre 4 milioni di persone disabili e non autosufficienti.
Chi sarebbero i beneficiari?
Non solo le risorse sarebbero insufficienti, ma tale stanziamento avviene in assenza di una legge nazionale più volte annunciata e che dovrebbe, prima di tutto, definire la platea dei beneficiari e le tutele previste.
Il lavoro dei caregiver vale tra il 2,5 e il 3% del PIL
“I caregiver – siano essi conviventi o non conviventi, siano essi a supporto di persone con disabilità o di persone anziane non autosufficienti – ogni giorno fanno fronte alle carenze strutturali del sistema pubblico, con una attività di sostegno e cura il cui valore economico è stimato tra il 2,5 e il 3% del PIL italiano”, dichiarano Loredana Ligabue, segretaria di CARER, e Isabella Mori, responsabile tutela di Cittadinanzattiva.
Tutto fermo sul fronte della legge sui caregiver
Come detto, il punto nodale rimane ancora la mancanza di una legge nazionale che riconosca il ruolo dei caregiver e li sostenga. Le due organizzazioni, ad ottobre dello scorso anno, si sono fatte promotrici di un Manifesto-Appello per una legge sui caregiver inclusiva ed equa che ha raccolto l’adesione di oltre 100 organizzazioni, fra Enti locali, associazioni, sindacati pensionati e confederali, ordini professionali. Ma tutto è ancora fermo.
Fermo anche il tavolo interministeriale
Ricordano le due associazioni che anche il tavolo tecnico interministeriale, promosso nell’ottobre 2023 dalla Ministra Locatelli e dalla Vice Ministra Bellucci, e al quale partecipano anche organizzazioni civiche e di pazienti, si è arenato senza produrre formalmente alcun documento preparatorio per la stesura della proposta di legge.
“Ad un anno di distanza dal nostro Manifesto, e alla luce di quanto previsto nella bozza di Finanziaria, chiediamo dunque al Governo di esplicitare la proposta legislativa e di sottoporla al confronto parlamentare perché si arrivi ad un testo di legge adeguato alle attese e ai bisogni dei caregiver. Risposte senza le quali si compromette la qualità della vita di milioni di cittadine/cittadini e si impatta negativamente sulle possibilità del sistema di rispondere alle sfide di un Paese con una popolazione sempre più longeva”.
Redazione











