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    Una via Appia Antica per tutti? Il turismo accessibile cammina “di pari passo”

    Ottobre 1, 2025

    Progetti e interventi per rendere inclusivo uno dei luoghi più simbolici d’Italia, stimolati anche da iniziative come “Di pari passo: più inclusione, più speranza”, cammino di pace andato in scena a Roma dal 19 al 21 settembre

    Rendere i cammini storici esperienze accessibili e inclusive per tutti è una sfida che sta prendendo forma grazie a interventi strutturali e a iniziative dal forte valore architettonico e sociale. In quest’ottica, il Parco Archeologico dell’Appia Antica – che tutela oltre 4.500 ettari e 16 chilometri della “Regina viarum” – sta appositamente lavorando su un programma di ampio respiro per trasformare questo patrimonio storico e paesaggistico in un laboratorio di turismo accessibile.

    L’accessibilità dei cammini: il “caso” Via Appia Antica

    Lavorare sull’accessibilità universale di itinerari archeologici come quello della Via Appia Antica nella Via Francigena nel Sud, strada militare costruita dai Romani oltre duemila anni fa verso l’Italia meridionale, rappresenta una sfida che intreccia storia e contemporaneità. Una sfida che, investendo in soluzioni volte a permettere a chiunque di viverne pienamente la bellezza, diventa utile anche per ripensare gli spazi pubblici alla luce dei principi dell’accessibilità universale.

    Seguendo questa prospettiva, il Parco Archeologico si eleva a laboratorio di innovazione culturale e sociale, a maggior ragione in un’epoca in cui il turismo accessibile è sempre più riconosciuto come diritto e opportunità collettiva: «Grazie ai fondi del PNRR – spiega Simone Quilici, direttore del Parco – stiamo realizzando rampe, dispositivi multimediali per l’accessibilità cognitiva, pannelli informativi e mappe tattili lungo il percorso, con l’obiettivo di garantire a tutti e tutte un accesso il più possibile confortevole alla luce delle caratteristiche archeologiche del parco».

    Un approccio condiviso anche dagli altri stakeholder coinvolti: «Le persone con disabilità – sottolinea Silvio Marino di Zètema Progetto Cultura, impegnato nella valorizzazione dei cammini religiosi in occasione del Giubileo 2025 – non chiedono pietà, ma vogliono camminare insieme agli altri anche sui tracciati di lunga percorrenza, che devono diventare sempre più accessibili e inclusivi». «Il nostro obiettivo – aggiunge il direttore dell’Associazione Europea Vie Francigene Luca Bruschi – è quello di rendere inclusivi e fruibili almeno alcuni tratti degli oltre 3mila chilometri di percorso. Per riuscirci è fondamentale sensibilizzare istituzioni, associazioni e comunità».

    Di pari passo”: una comunità in cammino

    Questa visione trova un importante alleato in progetti partecipativi come “Di pari passo: più inclusione, più speranza”, cammino di pace organizzato a Roma da Appennini for All e NoisyVision (dal 19 al 21 settembre, ndr), in grado di coinvolgere circa sessanta persone con e senza disabilità lungo alcuni dei tratti più suggestivi dell’Appia Antica. L’iniziativa, pensata come cammino collettivo tra storia, natura e spiritualità, ha dimostrato quanto la collaborazione tra istituzioni, associazioni e cittadini possa accelerare il cambiamento: «È stata – racconta Mirko Cipollone, presidente e fondatore di Appennini for All – un’esperienza bellissima: siamo usciti dalla nostra zona di comfort abruzzese per metterci alla prova sull’Appia Antica e la soddisfazione più grande è stata vedere più di sessanta partecipanti camminare insieme».

    Il percorso ha toccato luoghi simbolici come il Casale di Santa Maria Nova, Capo di Bove, Villa Celimontana e il Colosseo, fino all’arrivo nella Basilica di San Giovanni in Laterano. Un viaggio nel tempo e nello spazio, ma soprattutto nella condivisione e nella solidarietà reciproca: le persone con disabilità motoria hanno infatti partecipato grazie alle joelette, condotte da volontari e compagni di cammino, mentre chi aveva disabilità visiva ha potuto scoprire i paesaggi condividendo il percorso con camminatori vedenti: «L’immagine che resta di questo cammino – commenta Dario Sorgato, presidente di NoisyVision – è quella dei solchi lasciati dai Romani sull’Appia: anche noi abbiamo lasciato una traccia, non sulla pietra ma nel cuore».

    Camminare insieme verso un turismo accessibile

    Ogni momento è stato occasione di crescita collettiva, dalla cena al buio pensata per esplorare la percezione “oltre la vista”, all’incontro con le istituzioni sulle sfide dell’accessibilità. Il vero significato del progetto, però, ha toccato anche corde più alte, come l’importanza di restare uniti e “camminare insieme” in un momento storico segnato da conflitti e tensioni in ogni strato della società: «Il motto del Giubileo “Pellegrini di speranza” – spiega Eva Allevi, coordinatrice del progetto – ci ha ispirati a coniugare inclusione e speranza in azioni concrete. In un momento internazionale complesso, vogliamo portare un messaggio di pace, accoglienza e solidarietà, ricordando che solo unendo le forze si può costruire un futuro migliore».

    “Di pari passo” ha dimostrato come il turismo accessibile non sia un’utopia, ma un cammino possibile. Le infrastrutture inclusive, le esperienze condivise e il dialogo tra istituzioni e cittadini sono i mattoni su cui costruire una nuova idea di fruizione dei territori: aperta a tutti, sostenibile e profondamente umana.

    Marco Berton

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