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    Deaflympics: Italia protagonista a Tokyo per un’edizione da record

    Novembre 28, 2025

    Guidata dai cinque ori di una straordinaria Viola Scotto di Carlo nel nuoto, la Nazionale Azzurra chiude la più importante manifestazione dedicata allo sport per persone sorde con 21 medaglie e una delle migliori prestazioni di sempre

    Alle Deaflympics estive 2025 di Tokyo, le Olimpiadi di atlete e atleti sordi, l’Italia ha celebrato un risultato storico: la delegazione azzurra, infatti, è rientrata con 21 medaglie complessive, di cui 8 ori, 8 argenti e 5 bronzi, per un bilancio che testimonia la grande crescita di questo movimento sportivo e il suo valore in senso più ampio.

    Deaflympics 2025: la spedizione dell’Italia

    L’edizione 2025 delle Deaflympics, che ha segnato il centenario di questi Giochi nati nel 1924, ha visto la partecipazione della Nazionale Azzurra attraverso la Federazione Sport Sordi (FSSI), con una delegazione composta da oltre 150 persone tra atleti, tecnici e dirigenti. Atlete e atleti si sono cimentati nell’atletica, nel nuoto, nel beach volley, nel tennis, nel calcio, nella pallavolo, nella pallacanestro e nel karate. Andiamo a vedere, nel dettaglio, i migliori risultati ottenuti.

    Il nuoto: punta di diamante con Viola Scotto Di Carlo

    La punta di diamante della spedizione azzurra alle Deaflympics di Tokyo è stata senza dubbio la squadra del nuoto con la bellezza di 16 podi. Tutto questo, soprattutto, grazie alle prestazioni di Viola Scotto Di Carlo, capace di portare a casa ben 11 medaglie, di cui 5 d’oro (con altrettanti record mondiali) nei 100 e 50 stile libero, nei 50 dorso, nei 50 farfalla e nella staffetta 4×100 mista insieme a Gianluca Vitellozzi, Luca Germano e Noemi Canino. Ad arricchire il bottino del nuoto ci hanno pensato Federico Tamborrino, con una staordinaria doppietta d’oro negli 800 e nei 1500 stile libero, e la stessa Canino con un argento negli 800 stile libero.

    Viola Scotto Di Carlo mentre mostra la sua medaglia

    Gli altri sport: atletica, pallavolo, beach volley e karate sugli scudi

    Alle Deaflympics 2025 di Tokyo, grandi soddisfazioni per l’Italia sono arrivate anche dagli altri sport. Prima di tutto dall’atletica, capace di completare il quadro delle medaglie d’oro grazie all’exploit di Matteo Masetti nel lancio del giavellotto. Doppietta storica, invece, negli sport da combattimento: Giuseppe Alibrandi (categoria Kumitè 60 kg) ed Elisa Dragone (categoria Kumitè 55 kg) hanno infatti conquistato rispettivamente un argento e un bronzo. Per quanto riguarda gli sport di squadra, infine, da segnalare le grandissime prestazioni della squadra maschile di pallavolo, argento e sconfitta solo in finale dall’Ucraina per 3-0, e di quella femminile di beach volley composta da Alice Tomat e Silvia Bennardo, bronzo grazie alla vittoria per 2-0 sugli Stati Uniti; l’Ucraina si è rivelata la “bestia nera” azzurra, costringendo la squadra di volley femminile al quarto posto finale.

    Deaflympics 2025: il bilancio del Capo Missione Gelsomini

    Come sottolineato da più parti, le prestazioni ai Deaflympics 2025 di Tokyo hanno rappresentato una crescita del movimento sportivo per persone sorde italiano a livello internazionale. Tale crescita è testimoniata dall’aver raddoppiato le medaglie d’oro conquistate, pur avendo un medagliere numericamente inferiore a causa dei due podi in meno. La soddisfazione per la spedizione è stata testimoniata anche dal Capo Missione Fabio Gelsomini nelle parole rilasciate al Comitato Italiano Paralimpico: «Sono molto orgoglioso – ha affermato – per ri isultati che abbiamo ottenuto: anche nelle discipline in cui non è arrivata una medaglia abbiamo espresso prestazioni di altissimo livello. Tutti gli atleti convocati hanno rappresentato l’Italia con professionalità e comportamento impeccabile, contribuendo a un piazzamento di grande prestigio nel medagliere. È stata un’edizione straordinaria, che ha dato lustro al movimento sportivo dei sordi e, più in generale, all’intero movimento paralimpico italiano, di cui i nostri atleti sono parte integrante».

    Marco Berton

    Crediti foto: Cannizzaro

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