Dal diritto allo studio al progetto di vita individuale: il secondo rapporto annuale dell’hub per l’inclusione dell’Università di Milano fotografa criticità, disuguaglianze territoriali e nuove sfide per la tutela dei diritti delle persone con disabilità in Italia
L’Osservatorio giuridico permanente sui diritti delle persone con disabilità promosso da Human Hall, hub per l’inclusione, l’innovazione e la tutela dei diritti umani dell’Università degli Studi di Milano, ha pubblicato il suo secondo rapporto annuale (riferito al 2024). Lo studio, coordinato dal professor Giuseppe Arconzo con il contributo del Centro Antidiscriminazione Franco Bomprezzi – LEDHA e dell’Associazione Luca Coscioni, rappresenta un punto di riferimento unico per analizzare la giurisprudenza nazionale ed europea in materia di diritti delle persone con disabilità.
L’Osservatorio nasce con l’obiettivo di monitorare costantemente le pronunce dei tribunali italiani e delle Corti europee, offrendo strumenti concreti per avvocati, magistrati, associazioni e cittadini, al fine di garantire una tutela sempre più efficace e aggiornata.
I numeri del 2024: un contenzioso in crescita
Il rapporto ha analizzato oltre 1.100 decisioni emesse dai giudici italiani tra gennaio e dicembre 2024, con l’aggiunta di 3 sentenze della Corte di Giustizia dell’UE e 10 della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo. Rispetto al 2023, il numero è in forte aumento, segno che i diritti delle persone con disabilità continuano a incontrare ostacoli sul piano applicativo.
Le aree più interessate sono:
– Diritto allo studio, che da solo rappresenta circa un terzo delle decisioni;
– Accertamento e accesso alle prestazioni sociosanitarie;
– Accessibilità e barriere architettoniche.
Di contro, rimane esiguo il numero di decisioni in ambito penale e si registra ancora un basso ricorso all’azione antidiscriminatoria prevista dalla legge 67/2006, utilizzata solo nel 4% dei casi esaminati: “Nonostante tale azione – precisa il report – dovrebbe consentire di ottenere una più agevole e più rapida tutela, ma soltanto in 45 casi sugli oltre 1100 analizzati il procedimento giudiziario si è svolto nelle forme e con le modalità previste da tale legge”.
Emergenza diritto allo studio
Il dato più allarmante riguarda l’inclusione scolastica. I giudici, a proposito, hanno ribadito che il diritto allo studio delle persone con disabilità richiede risorse adeguate, insegnanti di sostegno qualificati e misure personalizzate: “Circa un terzo delle decisioni – viene affermato – riguarda questo ambito: si tratta di un dato estremamente preoccupante, considerando che la giurisprudenza da anni ha ormai evidenziato il suo rilievo fondamentale, che non tollera limitazioni”.
Ben 255 decisioni su 353 relative al diritto allo studio, inoltre, provengono dalla Regione Campania, configurando una vera e propria emergenza territoriale. Una sproporzione che solleva alcuni interrogativi: da un lato, infatti, potrebbe riflettere una maggiore propensione al contenzioso; mentre dall’altro una maggiore segnalazione di pratiche scolastiche illegittime e discriminatorie che richiedono un intervento istituzionale urgente.
Prestazioni e invalidità civile
Un altro capitolo rilevante riguarda l’accertamento della condizione di disabilità e l’accesso a indennità e benefici assistenziali. Molti contenziosi hanno visto come protagonisti cittadini che contestavano i verbali dell’INPS per il riconoscimento di invalidità civile, cecità, sordità e disabilità.
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La giurisprudenza, a riguardo,ha chiarito alcuni punti essenziali, affermando come “nel procedimento ai sensi dell’art. 445-bis c.p.c., l’unico soggetto che deve essere citato in giudizio è l’INPS, anche se il beneficio richiesto dipende da un altro ente”:
– l’INPS è quindi l’unico ente legittimato nei giudizi di accertamento;
– il riconoscimento dello status di disabilità grave ha valore autonomo, indipendente dalla richiesta di una prestazione specifica;
– in caso di revoca o sospensione dei benefici, la buona fede del cittadino è un elemento determinante per escludere la restituzione delle somme percepite.
Progetto di vita individuale: uno strumento ancora poco attuato
Il rapporto dedica ampio spazio al progetto di vita individuale, previsto dalla legge 328/2000 e rilanciato dal d.lgs. 62/2024. Questo strumento, che dovrebbe garantire una presa in carico personalizzata, resta però scarsamente applicato e spesso oggetto di contenziosi.
I giudici hanno ribadito che:
– i Comuni sono obbligati a redigere e aggiornare i progetti;
– l’inadempienza costituisce violazione di un diritto soggettivo;
– l’aggiornamento deve tener conto dei cambiamenti nelle condizioni della persona con disabilità.
Accessibilità, trasporti e barriere architettoniche
Anche l’accesso agli spazi pubblici, ai trasporti e ai servizi resta una delle criticità più frequenti. Le pronunce hanno confermato che l’abbattimento delle barriere architettoniche è un diritto fondamentale e che eventuali limitazioni devono essere giustificate solo da esigenze tecniche proporzionate.
Conclusioni e prospettive
Il Rapporto 2024 dell’Osservatorio Human Hall mette in evidenza una crescente sensibilità giuridica verso i diritti delle persone con disabilità, ma anche una persistente necessità di ricorrere ai tribunali per vederli riconosciuti: “Un numero così rilevante di decisioni – si legge – non può che confermare la conclusione già evidenziata nello scorso report: la normativa dedicata alle persone con disabilità incontra, ancora oggi, molteplici difficoltà sul piano applicativo. Su questo presupposto, i giudici italiani vengono costantemente investiti di questioni relative alla protezione dei diritti”.
Due, in particolare, sono le priorità emerse:
– garantire uniformità territoriale nell’applicazione dei diritti, superando le disparità tra Nord e Sud Italia;
– promuovere un utilizzo più diffuso degli strumenti antidiscriminatori, oggi sottoutilizzati.
In attesa dell’entrata in vigore della riforma sul progetto di vita (2027), il monitoraggio dell’Osservatorio rappresenta un presidio fondamentale per trasformare le norme in diritti effettivi e concreti.
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Marco Berton







