In questo San Valentino AIPD richiama l’attenzione su un principio generale: l’amore come diritto umano, da sostenere attraverso percorsi educativi e relazionali adeguati alle capacità e alle scelte di ciascuno
In occasione di San Valentino, l’Associazione Italiana Persone con sindrome di Down richiama l’attenzione su una realtà spesso trascurata: le persone con Sindrome di Downnon sono “eterni bambini”, ma adulti che vivono relazioni affettive articolate, e percorsi di vita che possono includere la convivenza, il matrimonio o anche la separazione.
In questo contesto risulta quanto mai necessario lavorare – come famiglie, educatori, operatori – allo scopo di accompagnareall’autonomia, alla consapevolezza, al rispetto nel contesto delle relazioni sessuo-affettive le persone con Sindrome di Down, senza mai trascurarne anche i desideri.
Persone con Sindrome di Down e vita affettiva: alcuni numeri
Secondo l’indagine “Non uno di meno”, realizzata da AIPD insieme al Censis su circa 1.200 caregiver in tutta Italia, il 24% delle persone con sindrome di Down ha una vita relazionale affettiva. Il 2,5% dichiara di avere una relazione sessuale; la percentuale sale al 4,3% nella fascia di età compresa tra i 25 e i 44 anni. Dati che descrivono una realtà presente e diffusa, e che pongono il tema del riconoscimento e del sostegno alle relazioni.
Educazione affettiva tra scuola, famiglie e associazioni
Sul tema dell’educazione sessuo-affettiva, che continua a incontrare resistenze anche in ambito scolastico, AIPD ribadisce una posizione consolidata: l’accompagnamento all’autonomia comprende anche la dimensione affettiva e sessuale, come responsabilità condivisa tra scuola, famiglie e associazioni.
«Per le persone con sindrome di Down l’educazione sessuo-affettiva non è un elemento accessorio, ma una condizione di tutela, prevenzione e libertà», spiega Francesco Cadelano, educatore AIPD e responsabile del percorso formativo. Il riferimento è alla necessità di fornire strumenti e competenze per costruire relazioni consapevoli, affrontando temi come il consenso, la salute, la contraccezione e la genitorialità, riconoscendo l’affettività come parte della vita adulta.
Autonomia e scelte di vita
Il diritto all’autonomia, pur riconosciuto formalmente, incontra spesso difficoltà nel momento delle scelte concrete. Secondo AIPD, percorsi strutturati, formazione e accompagnamento educativo sono elementi fondamentali, insieme al riconoscimento delle decisioni prese dalle persone con disabilità, a partire dal contesto familiare.
«Come genitori dobbiamo accompagnare i nostri figli e le nostre figlie verso l’autonomia e, dove possibile, verso la vita di coppia», osserva Gianfranco Salbini, presidente nazionale di AIPD. Un passaggio che richiede fiducia e confronto, anche grazie agli spazi e alle iniziative promosse dall’associazione.
Formazione ed educazione sessuo-affettiva
Da anni AIPD promuove percorsi specifici di educazione sessuo-affettiva rivolti alle persone con sindrome di Down e agli operatori dell’associazione. Il prossimo appuntamento è previsto dal 26 febbraio al 1° marzo con un seminario nazionale di formazione che affronterà temi legati all’innamoramento e alla vita di relazione: emozioni, diritti, corpo, amicizia, corteggiamento, prevenzione, genitorialità, privacy e uso dei social.
Il seminario si svolgerà presso il Centro Studi Erickson a Roma e coinvolgerà 25 giovani adulti con sindrome di Down e 15 operatori delle associazioni territoriali.
Potrebbe interessarti anche:
Sessualità della persona disabile: un vademecum per educatori, insegnanti, genitori
Fonte immagine: AIPD
Redazione







