Continuità e specializzazione: la proposta di legge del CNEL per gli insegnanti di sostegno per alunni e studenti con disabilità
Giovedì 23 ottobre, l’Assemblea del CNEL ha approvato una proposta di legge, presentata da Vincenzo Falabella presidente della FISH e consigliere del CNEL, che si pone l’obiettivo di intervenire, rafforzandola, l’inclusione scolastica. Due i punti su cui è imperniata l’azione: continuità didattica per gli alunni con disabilità e formazione specializzata per gli insegnanti di sostegno.
Formazione per tutti i docenti
Secondo i promotori, la PDL mira a superare la precarietà in particolare:
– anticipando il periodo di svolgimento delle procedure di nomina,
– limitando il turnover dei docenti di sostegno
– investendo in modo strutturale nella formazione dei docenti.
La proposta di legge prevede un investimento strutturale nella formazione iniziale e in servizio non solo per i docenti di sostegno, ma per tutti i docenti curriculari, affinché l’intera comunità scolastica sia preparata e competente nel rispondere ai bisogni educativi degli alunni con disabilità.
Incentivi per la carriera di insegnante di sostegno
Inoltre, il disegno di legge introduce misure incentivanti per valorizzare e sostenere chi sceglie di intraprendere la carriera di insegnante di sostegno. L’obiettivo è promuovere una maggiore stabilità e continuità professionale, riconoscendo il valore e la specificità di questo ruolo cruciale per l’inclusione scolastica.
Limitare la mobilità del sostegno
Si aggiungono poi alcuni interventi mirati a contenere il fenomeno della mobilità dal sostegno al posto comune, che da anni mina la qualità dell’offerta formativa per gli alunni con disabilità. Si vuole così contrastare una logica di passaggio strumentale, favorendo invece la permanenza e la crescita professionale nel ruolo di sostegno, attraverso percorsi dedicati, riconoscimenti e condizioni di lavoro più stabili.
Si prevede, infine, l’istituzione delle scuole di specializzazioni per il sostegno.
Le carenze del sostegno in Italia
Quella del sostegno scolastico e della inclusione di alunni e studenti con disabilità in Italia è da sempre una questione con criticità. Non solo la percentuale di insegnanti di sostegno non specializzati, ma anche il continuo cambio di insegnanti, a penalizzare la relazione con lo studente e il suo percorso di inclusione e autonomia. “Questo non è solo un problema organizzativo ma umano di “vite spezzettate” in cui il legame fiduciario e didattico viene continuamente reciso, impedendo un apprendimento sereno e minando la stabilità emotiva dei bambini e delle bambine e delle loro famiglie”, evidenziano i promotori.
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