Le misure mirano ad ampliare l’organico degli insegnanti di sostegno specializzati e a garantire la continuità didattica ai ragazzi anche nel caso di docenti non di ruolo. Ma le critiche non mancano
E’ stato approvato dalla Camera, in via definitiva, il testo di conversione del decreto Legge 71/2024 (Decreto Legge “Sport&Scuola”) che apporta, insieme ad altre misure, alcune disposizioni in materia di sostegno scolastico agli alunni e studenti con disabilità per il nuovo anno scolastico 2024/2025. Il testo ora passa all’esame del Senato per la definitiva approvazione (dove dovrà essere licenziato definitivamente entro fine luglio).
LE NOVITÀ
Tra le misure introdotte, di cui vi avevamo anticipato qui:
– la possibilità per le famiglie di richiedere la conferma dell’insegnante di sostegno che già segue il proprio figlio con disabilità
– percorsi “alternativi” al TFA (Tirocinio Formativo Attivo, erogato dalle Università) per conseguire la specializzazione per il sostegno, per chi abbia già fatto alcuni anni sul posto di sostegno, e per chi sia in possesso di titoli conseguiti all’estero.
GLI ARTICOLI INTERESSATI DALLE MISURE SUL SOSTEGNO
Nello specifico, sono tre gli articoli al riguardo:
L’articolo 6, che prevede la possibilità di conseguire la specializzazione con 30 crediti formativi presso l’istituto Indire per coloro che negli ultimi cinque anni abbiano ricoperto il ruolo di sostegno per tre anni anche non consecutivi
L’articolo 7, che riconosce validi i titoli di specializzazioni conseguiti all’estero presso Università riconosciute. Una apposita commissione da istituirsi da parte del Ministero dovrà adottare criteri che, nel convalidare tali titoli, possono prevedere ulteriori crediti formativi disciplinari e di tirocinio
L’articolo 8, che consente alle famiglie di studenti con disabilità di chiedere al dirigente scolastico di confermare l’insegnante di sostegno e agli studenti universitari con disabilità grave di poter disporre di assistenza qualificata personale durante le lezioni.
I PARERI
Si tratta di un provvedimento che introduce importanti novità, e come tale ha incontrato anche resistenze e e pareri negativi. Tra i punti più criticati, l’accelerazione del percorso per la specializzazione per i precari con almeno tre anni di servizio (i CFU richiesti vengono ridotti di più della metà), e il percorso abbreviato per il riconoscimento dei titoli esteri, conseguiti anche in Paesi dove l’organizzazione scolastica non prevede una inclusione avanzata come nel sistema italiano.
I più contrari, quindi, nel criticare il dispositivo, temono che si tratti di una sorta di sanatoria in ragione della cronica e strutturale carenza di insegnanti di sostegno, col rischio che la preparazione seria ed approfondita, necessaria per formare figure che affrontano un ruolo così importante, venga ridotta in nome dei numeri.
FISH: “SERVE CAMBIO STRUTTURALE”
Dal commento della FISH: “Da molti anni la nostra federazione, anche attraverso la nostra intera rete associativa, denuncia l’insufficiente numero di insegnanti di sostegno specializzati. Un dato parla da sé: attualmente su 285.000 insegnanti di sostegno ve ne sono oltre 85.000 privi di specializzazione, il che comporta il fatto che oltre 136.000 alunni con disabilità non avranno la possibilità di essere seguiti da docenti specializzati sul sostegno. E tra le cause di questa carenza vi è il fatto che ogni anno circa 20.000 insegnanti di sostegno di ruolo chiedono il passaggio su cattedra comune e ben 10.000 di essi lo ottengono.
“Come ogni anno evidenziamo che la scuola inizia a settembre per tutti gli studenti, ma che questo non avviene per gli studenti con disabilità, a causa di carenze oramai croniche dell’attuale sistema. Occorre intervenire in maniera strutturale per modificare sostanzialmente l’attuale sistema scolastico, a partire dall’istituzione di un’apposita cattedra sul sostegno, uno dei capisaldi della nostra proposta di legge elaborata già da tempo. Riteniamo infatti che questo risolverebbe il problema della continuità didattica per gli insegnanti di sostegno di ruolo, e darebbe concrete risposte ai bisogni dei nostri alunni e alunne, studenti e studentesse con disabilità. In altre parole, sarà necessario istituire apposite scuole di specializzazione post-lauream per il sostegno, come avviene già per altre specializzazioni, al fine di garantire una maggiore autonomia alle Facoltà di Scienze dell’Educazione, che potrebbero predisporre un sufficiente numero di corsi di specializzazione secondo le necessità che annualmente si presentassero. Su queste linee continueremo a condurre le nostre rivendicazioni, senza mai negoziare i diritti dei nostri alunni e alunne, studenti e studentesse con disabilità, e lo faremo con fermezza e determinazione per costruire un reale sistema scolastico di qualità di qualità che vada a superare le attuali incancrenite storture”. A dirlo il presidente FISH, Vincenzo Falabella.
Per approfondire
Il testo con le modifiche approvate
Redazione







