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    Divieto di smartphone a scuola: cosa cambia per gli studenti, con attenzione a disabilità e inclusione

    Giugno 24, 2025

    Il Ministero estende il divieto di utilizzo dei cellulari in classe anche alle superiori, con importanti eccezioni per alunni con disabilità e DSA

    Dopo l’introduzione del divieto nei cicli dell’istruzione primaria e secondaria di primo grado, il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha ufficializzato l’estensione dello stop all’utilizzo degli smartphone anche nel secondo ciclo di istruzione, ovvero le scuole superiori. Tale divieto, nelle spiegazioni date dal MIM, è volto a limitare gli effetti negativi dell’uso improprio delle tecnologie digitali in ambito scolastico, salvaguardando la salute psicofisica degli studenti.

    Il provvedimento, tuttavia, non si applica agli alunni con disabilità o con disturbi specifici dell’apprendimento (DSA) per i quali lo smartphone sia previsto nei rispettivi piani educativi (PEI) e Piani Didattici personalizzati (PDP). Resta inoltre la possibilità, in casi particolari e debitamente motivati, di un impiego didattico mirato del telefono in contesti specifici, come i percorsi tecnici nel settore delle telecomunicazioni o dell’informatica.

    Le ragioni del divieto

    Alla base della decisione, spiega la circolare ministeriale, ci sono evidenze allarmanti circa gli effetti dell’abuso di smartphone tra gli adolescenti. Il documento fa riferimento a diversi studi che collegano l’uso eccessivo dei cellulari a:

    • Ridotto rendimento scolastico
    • Problemi di concentrazione e attenzione
    • Disturbi del sonno
    • Calo delle competenze cognitive di base
    • Compromissione delle relazioni sociali

    In particolare, lo studio dell’OCSE del 2024, “From decline to revival”, segnala come l’uso intensivo dei social media interferisca negativamente con l’apprendimento, contribuendo al declino dei punteggi PISA in molti Paesi, Italia compresa. Anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha lanciato l’allarme con il report “A focus on adolescent social media use and gaming”, rilevando sintomi da dipendenza, difficoltà a controllare l’uso dei dispositivi e conseguente isolamento.

    La circolare ricorda anche che molti Paesi dell’Unione Europea stanno adottando politiche simili. Durante la riunione del Consiglio Istruzione UE del 12 maggio 2025, l’Italia ha chiesto alla Commissione Europea di elaborare una proposta per vietare gli smartphone nelle scuole, richiesta che ha ricevuto largo sostegno.

    Cosa prevede il divieto

    Il divieto di utilizzare smartphonr sarà valido per tutto l’orario scolastico, non solo durante le ore di lezione. Non sarà possibile utilizzare il cellulare nemmeno a fini didattici, salvo poche eccezioni. Le scuole sono invitate ad aggiornare i propri regolamenti interni e i patti di corresponsabilità educativa, prevedendo sanzioni disciplinari per chi viola le nuove disposizioni.

    L’attuazione pratica sarà lasciata all’autonomia delle istituzioni scolastiche, che dovranno individuare le modalità organizzative più efficaci per assicurare il rispetto della norma.

    Studenti con disabilità e DSA: le eccezioni

    La circolare prevede comunque alcune eccezioni al divieto di smartphone in classe, stabilendo che:

    È inoltre ammesso l’uso dei cellulari in contesti strettamente connessi agli indirizzi formativi, come per esempio gli istituti tecnici con specializzazione in informatica o telecomunicazioni

    Inoltre, restano pienamente utilizzabili gli altri dispositivi tecnologici (tablet, PC, LIM), che possono rappresentare strumenti fondamentali per la didattica inclusiva.

    Serve una educazione digitale

    Il Ministero sottolinea che il divieto non esaurisce il compito della scuola: oltre a limitare l’uso dei cellulari, è necessario educare all’uso corretto e consapevole degli strumenti digitali, incluso il tema emergente dell’Intelligenza Artificiale nella didattica.

    In questa direzione, sarà cruciale attuare quanto previsto dalle Linee guida per l’insegnamento dell’educazione civica (DM 183/2024), che comprendono moduli dedicati all’etica digitale, alla sicurezza online e al corretto impiego delle tecnologie.

    Per approfondire:

    La circolare del MIM

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