Nella Settimana Europea della Mobilità, focus su alcune pratiche per rendere accessibili, economici e sicuri i trasporti a tutti i cittadini, compresi quelli con disabilità
Siamo in pieno svolgimento della Settimana Europea Della Mobilità, la campagna di sensibilizzazione più importante della Commissione europea sulla mobilità urbana sostenibile, che si svolge dal 16 al 22 settembre, per promuovere un cambiamento nelle abitudini dei cittadini a favore della mobilità attiva, del trasporto pubblico e di altre soluzioni di trasporto pulite e intelligenti, ma anche delle amministrazioni locali e soggetti istituzionali.
Mobilità per tutti e povertà dei trasporti
Tema di quest’anno è: Mobilità per tutti che, nella sua accezione più ampia, significa trasporti disponibili, accessibili, economici, sicuri e sostenibili per tutti, indipendentemente dal reddito, dalla posizione geografica, dal genere o dalle abilità. Un obiettivo che, almeno in Italia, è ancora abbastanza lontano, dove si conta spesso una scarsità di opzioni di trasporto accessibili, con la necessità, spesso e volentieri, di dover ricorrere a soluzioni private, di tasca propria. Questo genere di situazione, che come conseguenza ha un limitato accesso al lavoro, all’istruzione e ai servizi essenziali, prende il nome di povertà dei trasporti.
Le prassi da seguire
Come migliorare, quindi, i sistemi dei trasporti affinchè la mobilità sia davvero per tutti? Vediamo alcune buone prassi.
1. Design for all
Partire da una progettazione che tenga in conto delle esigenze più diverse va a vantaggio di tutti. La pianificazione accurata di servizi, veicoli, infrastrutture e comunicazione aiuta tutti gli utenti, in particolare quelli con disabilità fisiche, sensoriali o cognitive. Pertanto:
1. Barriere architettoniche
Assicurarsi che i veicoli del sistema di mobilità siano accessibili a tutti. Questo include il trasporto pubblico, la condivisione degli spostamenti, il trasporto on- demand e quello condiviso. Lo stesso vale per le stazioni, le fermate, gli hub della mobilità, i marciapiedi, le piste ciclabili e le altre infrastrutture dei trasporti.
Concretamente, questo si traduce nel considerare le rampe, la struttura del pavimento, la segnaletica, l’illuminazione, le superfici, le dimensioni e il drenaggio.
2. Accessibilità digitale
Fornire strumenti digitali di facile utilizzo per l’emissione dei biglietti, la pianificazione del viaggio e le informazioni in tempo reale. Supportare gli utenti per evitare l’esclusione digitale di alcuni gruppi della società.
3. Comunicazione chiara
Utilizzare una segnaletica (orizzontale/verticale), un sistema integrato di elementi visivi di orientamento, orari e pianificatori di percorsi semplici e di facile comprensione. Evitare cartelli eccessivamente dettagliati che potrebbero risultare di difficile comprensione per alcune persone. Offrire assistenza alle persone con disabilità sensoriali e cognitive. Adottare un linguaggio e dei simboli chiari, semplici e coerenti.
4. Sicurezza:
Migliorare l’infrastruttura fisica (ad esempio con un’illuminazione adeguata) e garantire che i servizi digitali siano conformi al GDPR per aumentare la sicurezza.
2. Diversificazione
Un sistema di mobilità veramente inclusivo offre opzioni di trasporto diverse, affidabili e convenienti per tutte le comunità.
Qui può essere utile integrare e promuovere il trasporto pubblico a percorso fisso, i servizi condivisi, il car pooling, le alternative on-demand, gli spostamenti a piedi e in bicicletta per offrire le migliori opzioni per le diverse esigenze di mobilità. Importante anche che le opzioni di mobilità, da valutarsi per ciascuno caso, possano presentarsi non solo in aree urbane densamente popolate ma anche in comunità con una popolazione scarsamente concentrata.
3. Accessibilità economica a i trasporti
Valutare la messa a regime di misure in grado di garantire la parità di accesso alla mobilità e ridurre l’onere economico per gli individui e le famiglie. In questo senso può essere utile rafforzare la cooperazione tra le autorità pubbliche e gli operatori della mobilità per incoraggiare sconti strutturali, incentivi finanziari, sussidi e sostegni, budget per la mobilità, tariffazione solidale, leasing di biciclette per la collettività e programmi analoghi.
4. Coinvolgimento della comunità
Le esperienze di mobilità variano a seconda dei gruppi: ecco perché è fondamentale il coinvolgimento di tutte le parti interessate allo scopo di giungere a soluzioni che rispondono ad esigenze reali.Per promuovere soluzioni di mobilità più inclusive, può essere quindi utile adottare un approccio inclusivo alla partecipazione, alla consultazione, alla co-creazione e alla pianificazione. Ricordare che le associazioni di quartiere, i gruppi di rappresentanza e altre associazioni organizzate della società civile e della comunità sono alleati delle amministrazioni pubbliche e degli operatori della mobilità nell’affrontare la povertà dei trasporti e la vulnerabilità della mobilità.
5. Collaborazione extraterritoriale
La mobilità non deve fermarsi ai confini amministrativi: una cooperazione efficace tra le diverse aree geografiche garantisce un trasporto senza interruzioni per tutti.
Redazione











