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    L’Italia è il Paese UE con la più alta prevalenza di demenza rispetto alla popolazione

    Febbraio 1, 2026

    Il nuovo rapporto di Alzheimer Europe lancia l’allarme: in Italia oltre 2,2 milioni di casi di demenza previsti entro il 2050

    In Italia oggi vivono con una forma di demenza oltre 1.430.000 persone, un numero destinato a salire fino a 2.200.000 entro il 2050, con un aumento stimato del 54%. A certificarlo è il nuovo rapporto The Prevalence of Dementia in Europe 2025, diffuso da Alzheimer Europe e presentato dalla Federazione Alzheimer Italia.

    Secondo lo studio, l’Italia detiene già oggi il primato negativo nell’Unione Europea per prevalenza della demenza in rapporto alla popolazione: 2,4%, una quota che potrebbe arrivare al 4,2% nel 2050.

    Il rapporto Alzheimer Europe

    Il documento rappresenta un aggiornamento del “Dementia in Europe Yearbook” pubblicato nel 2019 e analizza la diffusione della demenza nei 27 Paesi dell’Unione Europea e in 11 Stati extra UE in cui è presente un’organizzazione aderente ad Alzheimer Europe: Armenia, Bosnia-Erzegovina, Islanda, Israele, Macedonia del Nord, Norvegia, Serbia, Svizzera, Turchia, Ucraina e Regno Unito.

    La rete Alzheimer Europe riunisce complessivamente 41 associazioni nazionali di 36 Paesi, confermandosi un punto di riferimento a livello continentale sul tema.

    Invecchiamento della popolazione e aumento dei casi

    L’incremento dei casi di demenza in Italia è strettamente legato all’invecchiamento della popolazione. Le stime indicano che entro il 2050 saranno 1,7 milioni le persone con demenza ultraottantenni, la fascia d’età destinata a crescere maggiormente in termini assoluti.

    Il rapporto mette inoltre in evidenza una marcata dimensione di genere: circa due terzi delle persone con demenza in Italia sono donne. Nel 2025 si contano circa 946 mila donne con demenza, contro 491 mila uomini. Nel 2050 i numeri saliranno rispettivamente a oltre 1,4 milioni di donne e 807 mila uomini.

    Una disparità che si riflette anche sul piano sociale ed economico: le donne non solo si ammalano di più, ma sono anche maggiormente coinvolte nelle attività di cura e assistenza dei familiari con demenza.

    Lo scenario europeo: +58% di casi entro il 2050

    Secondo il rapporto, a livello dell’Unione Europea, le persone con demenza passeranno da circa 9,1 milioni nel 2025 a oltre 14,3 milioni nel 2050, con un incremento del 58%. Considerando anche i Paesi extra UE inclusi nello studio, l’aumento complessivo stimato sale al 64%.

    Numeri che confermano come la demenza rappresenti una delle principali sfide sanitarie e sociali dei prossimi decenni.

    Federazione Alzheimer Italia: “Serve agire ora”

    “Non intervenire oggi rischia di aggravare ulteriormente le sfide future. In Italia la demenza è una vera emergenza di salute pubblica”, afferma Mario Possenti, segretario generale della Federazione Alzheimer Italia e vicepresidente di Alzheimer Europe.

    Possenti sottolinea come il Piano Nazionale Demenze, attualmente in fase di aggiornamento, debba essere accompagnato da risposte concrete, garantendo percorsi di cura e assistenza omogenei su tutto il territorio nazionale e sostenuti da finanziamenti adeguati. L’aumento dei casi rende inoltre urgente un’accelerazione sulla Riforma dell’Assistenza agli Anziani Non Autosufficienti, per evitare che il peso della demenza ricada sempre più sulle famiglie.

    La demenza come priorità trasversale

    I dati del rapporto rafforzano l’appello che Alzheimer Europe rivolge da anni ai decisori politici europei e nazionali. La sfida rappresentata dalla demenza in Europa è già oggi molto rilevante e lo diventerà ancora di più nei prossimi decenni”, dichiara Jean Georges, direttore esecutivo di Alzheimer Europe.

    Secondo Georges, la demenza deve essere riconosciuta come una priorità trasversale, che coinvolge sanità, ricerca, politiche sociali e sostegno ai caregiver. In questa direzione si muove il Manifesto di Helsinki, adottato dall’organizzazione nel 2023, che ribadisce la necessità di un Piano d’Azione Europeo sulla demenza e di una missione di ricerca dedicata, entrambe supportate da finanziamenti adeguati.

    Il rapporto viene pubblicato in un momento cruciale, mentre è in discussione il futuro bilancio dell’Unione Europea e l’attenzione politica rischia di spostarsi dalla sanità e dalla ricerca verso altri ambiti. Un passaggio che, secondo Alzheimer Europe, non può prescindere dall’urgenza posta dalla demenza.

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    Redazione

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