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    Diabete. Rimborsabile in Italia la prima insulina settimanale al mondo che sostituisce l’iniezione giornaliera

    Giugno 12, 2025

    L’Italia è il primo Paese a consentire il passaggio da 365 iniezioni a 52 all’anno di insulina passata dal SSN a persone che soffrono di diabete

    Una iniezione di insulina a settimana anzichè una al giorno. E’ questa la nuova grande conquista delle persone con diabete in Italia, primo paese a rendere disponibile e rimborsabile l’insulina settimanale per persone con diabete di tipo 1 e di tipo 2.

    La novità in Italia

    Nei giorni scorsi la novità è stata illustrata a Roma in una conferenza stampa aperta dal sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato, che ha ribadito come questa innovazione sia stata considerata una priorità per le istituzioni e per le autorità sanitarie del nostro Paese.

    Il beneficio per oltre 1 milione di italiani

    L’approvazione di questa tecnologia da parte da parte dell’EMA, meno di un anno fa, e dell’Aifa (agenzia Italiana del Farmaco), aveva aperto la porta a questa innovazione, che l’Italia ha trasformato, prima in Europa e nel mondo, in un diritto esigibile per circa  1,3 milioni di persone con diabete che potranno passare dalle 365 iniezioni di insulina basale (1 al giorno) alle 52 (una a settimana).

    E’ evidente, quindi, come passare da una iniezione al giorno ad una a settimana potrà avere ripercussioni non solo sulla aderenza terapeutica, ma anche sulla qualità di vita delle persone con diabete,  grazie ad una maggiore flessibilità, e un impatto ambientale più ridotto.

    Il ruolo dell’insulina

    Nelle persone che soffrono di diabete, l’ormone dell’insulina, prodotto dal pancreas e necessario a regolare il metabolismo del glucosio (zucchero) nel sangue, non lavora più correttamente, non producendone o producendone troppo poca: le ripercussioni si possono avere su cuore, reni, occhi e sistema nervoso.

    Da qui la necessità di integrare l’insulina con iniezioni, per le persone con diabete.

    Il plauso delle associazioni

    Da parte loro, le associazioni dei pazienti si dicono soddisfatte di questa grande innovazione: un risultato che, ha dichiarato la Presidente Fand – Associazione Italiana Diabetici, Manuela Bertaggia – aspettavamo con ansia, perché l’insulina settimanale facilita di gran lunga la somministrazione del farmaco e rappresenta una concreta risposta per il paziente diabetico di tipo 2».

    «Un numero minore di iniezioni da fare, con il passaggio da 7 iniezioni di insulina basale a solo una a settimana, significa migliorare l’aderenza alla terapia e la qualità di vita della persona con diabete, rendere più agevole la gestione della quotidianità, evitando gli errori dovuti alla routine quotidiana. Tutto questo riduce il carico mentale che una malattia cronica comporta – aggiunge la Presidente Bertaggia – Non solo: facilita il compito del diabetologo nel momento in cui il paziente necessita di un cambio di terapia. Chi passa dalla pillola all’iniezione di insulina ha, spesso, una reazione negativa e di rifiuto e questo fa sì che probabilmente sarà un paziente poco aderente. Sono convinta che l’insulina settimanale renderà la persona con diabete di tipo 2 più aderente e quindi più tutelata dalle complicanze, dalla necessità di visite ulteriori rispetto alle abituali visite di controllo, e da conseguenti ricoveri. Migliorerà la qualità di vita della persona con diabete, ma non solo, sarà anche uno strumento importante per diminuire i costi legati alle complicanze».

    «Come Fand – conclude la Presidente Bertaggia – siamo particolarmente attenti e protagonisti nell’esortare gli interlocutori istituzionali all’immediato ingresso di tutti i nuovi farmaci che riguardano la cura del diabete e, su questo piano, l’insulina settimanale è uno degli elementi che ci ha visto parte attiva nel sollecitare sin da subito il parere favorevole».

    Redazione

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