In uno studio dell’università svedesedi Lund l’accuratezza della diagnosi con esame del sangue ha superato quella dei medici con le modalità diagnostiche tradizionali
Un esame del sangue, già disponibile in commercio, potrebbe aiutare le diagnosi di Alzheimer, con una precisione del 90%. E’ questo il risultato di uno studio, realizzato dall‘Università di Lund, in Svezia, e pubblicato sulla rivista specializzata Jama Neurology, dimostrando anche una accuratezza superiore agli strumenti di diagnosi tradizionale utilizzati dai medici.
MISURA DELLE PROTEINE
Il test del sangue PrecivityAD2 di C2N Diagnostics misura frammenti di proteine beta amiloide e tau, note per essere associate alle placche nel cervello caratteristiche della malattia di Alzheimer.
Per svolgere lo studio sono quindi stati sottoposti a questo esame del sangue 1.213 pazienti già valutati con problemi cognitivi, dell’età media di 74 anni.
91% DI ACCURATEZZA NELLA DIAGNOSI
Tra i 698 pazienti visitati nelle cliniche specialistiche della memoria, il test C2N ha dimostrato una accuratezza del 91% nell’identificare la malattia di Alzheimer: la stessa percentualE regisrata per i 515 pazienti valutati nell’assistenza primaria.
I dati sono interessanti perché, se confrontati con l’accuratezza delle modalità diagnostiche effettuate dai medici specialisti (quindi con esami clinici, test cognitivi e scansioni tomografiche computerizzate), il test del sangue risulta più preciso: 91% di diagnosi corrette contro il 73% per il primo gruppo, e 91% contro il 63% del secondo gruppo (assistenza primaria).
PERCHÉ È UNO STUDIO IMPORTANTE
Lo studio ha una portata estremamente rilevante, se consideriamo che attualmente non esiste un test che sia capace di distinguere la malattia di Alzheimer da altre forme di demenza.
Questa nuova possibilità potrà quindi ovviare ad accertamenti invasivi e costosi, attualmente non accessibili a tutti.
“Questo studio dimostra in modo convincente che le misurazioni del sangue altamente sensibili della malattia di Alzheimer possono essere integrate nel processo decisionale clinico, anche nel contesto delle cure primarie“, osserva un editoriale di JAMA.
DIAGNOSI PRECOCE
“Una diagnosi accurata e precoce della malattia di Alzheimer è sempre più importante a causa della nuova era di anticorpi monoclonali mirati alla riduzione dell’amiloide nel cervello”, si legge.
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