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    Riforma disabilità: la sperimentazione in 40 nuove città. Ecco quali

    Febbraio 3, 2026

    Dal 1 marzo 2026 in 40 nuove città l’avvio delle sperimentazione della riforma della disabilità con nuove regole sul riconoscimento dell’invalidità. Da gennaio 2027 le novità saranno applicate in tutta Italia

    Continua il graduale avvio della riforma della disabilità, introdotte dalla legge n. 227 del 22 dicembre 2021, iniziata il 1 gennaio 2025, con l’inizio della sperimentazione nelle prime città italiane. Dopo le prime 9 province italiane, sono già una ventina le città nelle quali sono operative le modalità introdotte in particolare dal decreto legislativo n. 62 del 2024 che prevede nuove procedure legate al sistema di accertamento dell’invalidità civile, e introduce la nuova valutazione multidimensionale per l’elaborazione del Progetto di vita della condizione di disabilità. 

    Novità per tutta Italia dal 2027

    Ricordiamo che le nuove procedure saranno operative in tutto il territorio italiano al termine della sperimentazione, a partire dal 1 gennaio 2027.
    Riforma legata alle tempistiche del PNRR

    Riforma legata alle tempistiche del PNRR

    Nei giorni scorsi, con l’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri del decreto-legge Pnrr, è stato annunciato l’avvio della sperimentazione in ulteriori 40nuove città. Così la Ministra per le Disabilità, Alessandra Locatelli: “Voglio ricordare che la riforma sulla disabilità dà attuazione alla legge 227 del 2021, approvata all’unanimità dal Parlamento, ed è legata ad una milestone importante per la sesta rata del Pnrr, che abbiamo raggiunto. Dal 1° gennaio 2027, al termine della fase di sperimentazione, la legge sarà implementata in tutte le province, come per tutti i progetti e le riforme legate al Pnrrspiega-. Risulta pertanto fondamentale il percorso di formazione e sperimentazione messo a punto dal Ministero per le disabilità che sta offrendo ai territori e agli operatori dei servizi l’opportunità di arrivare preparati al 1° gennaio 2027”. 

    Le province dove entrano in vigore le novità

    Le nuove 40 province interessate dalla sperimentazione della riforma dell’accertamento dell’invalidità e della disabilità sono, dal 1 marzo 2026: Chieti, Potenza, Cosenza, Crotone, Reggio Calabria, Vibo Valentia, Caserta, Bologna, Rimini, Piacenza, Ravenna, Pordenone, Udine, Roma, La Spezia, Savona, Bergamo, Como, Milano, Mantova, Pavia, Sondrio, Ancona, Ascoli Piceno, Campobasso, Asti, Cuneo, Torino, Brindisi, Cagliari, Caltanissetta, Catania, Messina, Arezzo, Massa Carrara, Bolzano, Terni, Treviso, Venezia, Verona.

    Le città nelle quali è in vigore la sperimentazione

    Queste province vanno ad aggiungersi alle altre città e territori nei quali la sperimentazione è partita
    – dal 1 gennaio 2025, ovvero: Brescia, Catanzaro, Firenze, Forlì-Cesena, Frosinone, Perugia, Salerno, Sassari e Trieste.
    -dal 30 settembre 2025: Alessandria, Genova, Isernia, Lecce, Macerata, Matera, Palermo, Teramo e Vicenza, oltre alla Regione autonoma Valle d’Aosta e la Provincia autonoma di Trento.

    Riforma disabilità: le novità in sintesi

    Ricordiamo che la riforma cambia completamente l’impianto di accertamento delle condizioni legate all’invalidità, al fine di valutare la disabilità in un quadro più ampio, non solo come una condizione sanitaria legata ad aspetti medico-legali, ma come una realtà soggettiva, che varia da persona a persona poiché si tiene conto anche delle dimensioni sociali e psicologiche di ciascuno.

    La nuova valutazione di base

    Allo scopo, viene quindi utilizzato il nuovo sistema di valutazione di base, che adotta i codici ICD (International Classification of Diseases, ovvero Classificazione Internazionale delle Malattie) che classificano l’invalidità dal punto di vista medico, insieme ai codici ICF (International Classification of Functioning, disability and health, ovvero Classificazione Internazionale del Funzionamento, della disabilità e della salute), che valutanol’impatto di tale condizione sul funzionamento della persona nella vita quotidiana, nelle reti sociali e nei rapporti professionali.

    Durante la visita è prevista anche la somministrazione di un questionario WHODAS, composto da 36 domande, per rilevare l’impatto della disabilità sui vari aspetti che possono limitare o favorire la piena partecipazione comunitaria della persona.

    Il certificato medico introduttivo

    Non ci sarà più una domanda amministrativa del procedimento del riconoscimento della condizione di disabilità ma un certificato medico introduttivo che avvierà il processo.

    La commissione INPS

    Ci sarà una commissione che si chiamerà Unità Di Valutazione Di Base sarà unica: sarà solo l’INPS su tutto il territorio nazionale, ad occuparsi del riconoscimento e dell’accertamento sanitario.

    La nuova certificazione unica di disabilità

    Ci sarà un unico verbale: non si chiamerà più verbale, ma “certificazione unica” che sostituirà i precedenti verbali differenziati di invalidità civile, legge 104, sordità, cecità. Quindi, un unico documento che il cittadino potrà utilizzare per accedere a tutte le prestazioni, anche fiscali.

    Nuove tabelle di sostegno

    Vengono introdotti 4 livelli di intensità di sostegno (lieve, medio, elevato, molto elevato).

    Cosa cambia nelle province con la sperimentazione

    Solo i cittadini residenti o domiciliati nelle province oggetto della sperimentazione possono rivolgersi a un medico certificatore iscritto alla piattaforma INPS e avviare il nuovo iter.  Il messaggio INPS 28 novembre 2024, n. 4014 e il messaggio 5 settembre 2025, n. 2600 forniscono le prime istruzioni operative delle sperimentazioni in atto, per le province coinvolte.
    Per le province sperimentali si applica la valutazione di base in relazione alle patologie:

    • diabete di tipo 2;
    • disturbi dello spettro autistico;
    • sclerosi multipla.

    Invece, per le patologie sottoindicate, è in corso di emanazione il decreto attuativo:

    • artrite reumatoide;
    • cardiopatie;
    • broncopatie;
    • malattie oncologiche.

    Una volta riconosciuta la condizione di disabilità, i cittadini potranno inviare i dati socio-economici all’INPS secondo due modalità:

    • in autonomia, contestualmente o successivamente alla trasmissione del certificato medico introduttivo, ai fini dell’erogazione delle prestazioni economiche (in presenza dei requisiti di legge);
    • rivolgendosi a un patronato, alla propria associazione di categoria o tramite il servizio presente nel portale INPS “Dati socio-economici prestazioni di disabilità”, accessibile con le proprie credenziali.

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    Redazione

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