Prorogata di un anno l’entrata in vigore del nuovo regime Iva. Soddisfatto il Forum Terzo Settore che chiede però una soluzione definitiva
E’ stato ascoltato l’appello del Terzo Settore che chiedeva la non applicazione, a partire dal 2025, del nuovo regime IVA per le associazioni: è stato infatti inserita nel Milleproproghe una proproga, appunto, all’entrata in vigore della novità.
PERCHÉ L’OBBLIGO DI PARTITA IVA
Il nuovo regime per il Terzo Settore è stato introdotto dal Governo con il decreto legge n. 146 del 2021, all’art. 5, commi 15 quater, quinquies e sexies, come risposta alla procedura di infrazione, la n. 2008/2010, che la Commissione europea ha elevato contro il nostro Paese per il mancato allineamento tra le norme comunitarie e le norme italiane. La novità prevedeva, appunto, che gli ETS non commerciali fossero costretti a dotarsi di partita Iva a partire dal 2025. Con l’intervento del Governo, tale misura slitta al 2026.
CONSEGUENZE DEL NUOVO OBBLIGO
Il Forum Terzo Settore aveva lanciato un appello, affinchè si trovassero soluzioni per una misura che mette a rischio le attività delle associazioni. Pur non dovendo pagare l’imposta, questo obbligo comporterà infatti una lunga serie di adempimenti burocratici e amministrativi, particolarmente gravosi e difficilmente sostenibili soprattutto per le realtà sociali più piccole, che rappresentano la gran parte del Terzo settore nel nostro Paese, denunciano gli ETS.
Il rischio è quindi che, di fronte a questa incombenza, soprattutto le realtà più piccole ridurranno – se non cancelleranno – le loro attività e servizi alla cittadinanza che attualmente vengono erogati proprio in capo agli ETS. Il tutto, sottolineano, senza che per lo Stato questo nuovo obbligo comporti nuove entrate.
SODDISFAZIONE MA SERVE MISURA STRUTTURALE
“La proroga di un anno dell’attuale regime di esclusione Iva per il Terzo settore, inserita nel decreto Milleproroghe, è una buona notizia che solleva da grande preoccupazione decine di migliaia di realtà sociali. Il grido di allarme che abbiamo lanciato negli scorsi mesi è stato ascoltato da Governo e Parlamento, ma l’intervento rimane un rimedio provvisorio. Da anni attendiamo una soluzione vera alla questione dell’Iva e già da tempo abbiamo sottoposto una nostra proposta al Ministero dell’Economia, che peraltro non comporterà alcun aggravio per le casse dello Stato, che ci auguriamo vivamente sia accolta”, dichiara Vanessa Pallucchi, portavoce del Forum Terzo Settore.
5 PER MILLE
“Accogliamo con favore anche la proroga per le Onlus per accedere nel 2025 al 5 per mille, in attesa dell’entrata in vigore delle nuove disposizioni fiscali previste dal Codice del Terzo Settore. Seguiamo con attenzione – ha aggiunto infine Pallucchi – le altre fondamentali questioni per il Terzo settore e il welfare del Paese nella Legge di Bilancio, dal rifinanziamento del fondo per la povertà educativa minorile, essenziale per prevenire e contrastare il disagio giovanile, al tema dell’articolo 112 di cui chiediamo l’abolizione”.
Redazione








