martedì, Marzo 17, 2026
martedì, Marzo 17, 2026
Altre tematiche ...

    Il Consiglio dei Ministri ha approvato il disegno di legge sui caregiver

    Gennaio 13, 2026

    Il DDL caregiver prevede che possano essere erogati 400 euro al mese solo ai caregiver conviventi che svolgono almeno 91 ore settimanali di assistenza, che abbiano però un reddito non superiore a 3mila euro annui e un Isee non superiore ai 15mila euro

    Il Consiglio dei Ministri ha approvato lunedì 12 gennaio il disegno di legge recante “Disposizioni in materia di riconoscimento e tutela del caregiver familiare”. Le nuove norme consistono in un pacchetto di interventi strutturali che ne prevedono il riconoscimento giuridico, tutele previdenziali e lavorative e sostegno economico.
    Il disegno di legge passerà ora all’esame delle Camere per il completamento dell’iter legislativo.

    Locatelli: “Sintesi di oltre trenta proposte di legge”

    Soddisfatta la Ministra per le Disabilità, Alessandra Locatelli, che ha ricordato il lungo iter per giungere alla sintesi attuale, a partire da oltre trenta proposte di legge “interessanti nei principi, ma spesso non condivise da tutti, alcune mai arrivate nemmeno ad essere discusse, altre arenate per mancanza di risorse concrete, o per non aver potuto circoscrivere una platea che consentisse l’adeguatezza delle coperture immaginate”. 
    Oggi mettiamo un punto fermo, dal quale non si torna più indietro, dal quale poter proseguire e migliorare da qui e per il futuro proposte e misure”, sottolinea Locatelli.

    Cosa prevede il ddl caregiver

    Tutele differenziate e contributo economico

    Al centro del ddl caregiver vi è il riconoscimento formale del caregiver familiare, con una differenziazione delle tutele basata sull’impegno di cura, a partire dal quello più “elevato” del caregiver familiare convivente e prevalente, per poi scalare, in un sistema a tutele differenziate, che possa coprire tutte le situazioni.

    Fra le principali novità viene quindi previsto un contributo economico erogato dall’INPS fino a un massimo di 400 euro mensili ogni 3 o 6 mesi, destinato però solo a chi, caregiver convivente, presta assistenza a persone con disabilità gravissima per 91 ore settimanali, e versa in condizioni di disagio economico, con un reddito inferiore a 3.000 euro annui e ISEE non superiore ai 15.000.

    Altre tutele

    Oltre al sostegno economico, la proposta prevede alcune tutele lavorative, anche queste modulate a seconda del monte ore, che prevedono:
    – il diritto al congedo parentale se chi deve essere assistito è un minore di 18 anni
    – possibilità di ricevere ferie e permessi solidali dai colleghi dipendenti dello stesso datore di lavoro
    – possibilità di richiedere la compatibilità dell’orario di servizio civile con l’attività di cura, per il caregiver giovane
    esonero dalle delle tasse universitarie per gli studenti caregiver 
    – riconoscimento dell’esperienza di cura come credito nei percorsi di formazione scuola-lavoro per studenti caregiver.

    Riconoscimento della figura del caregiver

    Per assicurare uniformità di trattamento dovrà essere individuata la platea di destinatari della misura: allo scopo, dovranno essere definite le modalità operative di riconoscimento, revoca o sostituzione del caregiver, da parte delll’INPS, che si occuperà anche del monitoraggio del limite di spesa.

    Fra le novità c’è anche l’inserimento del nominativo del caregiver e del relativo carico assistenziale orario all’interno del Progetto di vita e del Piano Assistenziale Individualizzato (PAI) della persona assistita. Questa formalizzazione è il presupposto necessario per l’accesso a future tutele previdenziali e agevolazioni lavorative.

    Chi sono i caregiver

    Il disegno di legge riconosce come caregiver la persona che assiste e supporta con attività di cura non professionale un familiare con disabilità certificata ai sensi di:
    –        Legge 104/1992, art. 3 comma 3 oppure
    –        Indennità di accompagnamento (legge 18/1980) oppure
    –        Certificazioni di non autosufficienza previste dalla riforma della disabilità o riconoscimenti preesistenti, come la disabilità gravissima oppure
    –        Futuri decreti attuativi della riforma dell’assistenza agli anziani

    I soggetti che prestano attività di cura dovrebbero essere: coniuge, unione civile, convivente di fatto, parenti e affini entro il secondo grado (o entro il terzo nei casi previsti dall’art. 33 della 104/1992).

    Tempistiche e risorse finanziarie

    Quanto alle risorse finanziarie, ferma restando l’approvazione della legge, che deve completare il suo iter parlamentare, l’erogazione delle risorse vera e propria non inizierà comunque prima del 2027: la Legge di Bilancio ha stanziato 257 milioni di euro per il 2027 e 1,5 milioni per costruire quest’anno la piattaforma Inps con cui individuare bene la platea dei beneficiari.

    Il commento della FISH

    “Per la prima volta nel nostro Paese, il tema del caregiver familiare viene affrontato in modo organico, superando una lunga fase caratterizzata da annunci e iniziative prive di risposte strutturali”, ha dichiarato il presidente della FISH, Vincenzo Falabella, il quale auspicache il Parlamento “sappia cogliere pienamente questa occasione, lavorando per approvare una normativa giusta, inclusiva e realmente efficace, capace di incidere positivamente sulla vita delle famiglie e di riconoscere il valore sociale, umano e civile della cura”.
    La FISH ribadisce la propria disponibilità al confronto con le istituzioni e tutti i soggetti coinvolti, affinché il percorso legislativo porti a un risultato all’altezza delle aspettative e dei diritti delle persone con disabilità e delle loro famiglie.

    Redazione

    Richiedi informazioni

    Potrebbero interessarti anche:

    Prodotti e Ausili delle aziende che collaborano con noi, clicca qui per vederli tutti.