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    Disegno di legge caregiver: la CGIL boccia il testo. Ecco i punti critici

    Novembre 17, 2025

    Secondo la CGIL “La valorizzazione del ruolo dei e delle caregiver non può concretizzarsi con mancette o bonus, servono un’infrastrutturazione di servizi per la presa in carico del bisogno delle persone in condizione di non autosufficienza, tutte”

    Come abbiamo avuto modo di riportare, nella giornata del 12 novembre a Palazzo Chigi si è riunito il Tavolo interministeriale che sta lavorando alla definizione del testo di legge sui caregiver familiari delle persone con disabilità, che dovrebbe iniziare il suo iter parlamentare dopo l’approvazione della legge di bilancio.

    CGIL: ddl insufficiente a garantire tutele, diritti e dignità

    E’ al termine della riunione che arriva però una bocciatura netta del testo da parte della CGIL, secondo sui “La montagna sembra voler partorire un topolino.
    Così la segretaria confederale della Cgil Daniela Barbaresi e il responsabile dell’Ufficio Politiche per il lavoro ed inclusione delle persone con disabilità della Cgil nazionale, Valerio Serino: “Valuteremo con attenzione il merito del ddl per il riconoscimento della figura del caregiver familiare delle persone con disabilità, ma dalla prima presentazione della sola ministra Locatelli sembra trattarsi dell’ennesima misura categoriale che include unicamente i caregiver strettamente familiari, escludendo una parte importante della platea. Dopo anni di richieste da parte delle famiglie e di chi si prende cura di una persona cara, nonché dopo diversi disegni di legge depositati, si è probabilmente arrivati ad una conclusione insufficiente per garantire tutele, diritti, dignità”.

    I punti criticati dalla CGIL

    Mancata una sintesi delle posizioni

    I due dirigenti sindacali dichiarano di non condividere prima di tutto il metodo con cui si è arrivati al testo. Le Ministre per la Disabilità Locatelli e del Lavoro e delle Politiche sociali Calderone avevano istituito con decreto il ‘Tavolo tecnico per l’analisi e la definizione di elementi utili per una legge statale sui caregiver familiari’. L’iniziativa avrebbe dovuto andare di pari passo con l’attuazione della legge delega in materia di politiche in favore delle persone anziane, ma incomprensibilmente ha visto scomparire il Dicastero del lavoro”. “Il tavolo tecnico – spiegano – ha lavorato per più di un anno e mezzo, il triplo del tempo previsto dal decreto, ma è mancata una conclusione di sintesi delle diverse posizioni. Più volte abbiamo richiesto un documento conclusivo da valutare e da integrare, senza ricevere risposta”.

    Fondo solo per caregiver conviventi

    Barbaresi e Serino aggiungono poi di “non poter condividere un Disegno di Legge che non sia ispirato dal principio dell’universalità. Già il ddl di Bilancio 2026 istituisce un nuovo fondo ad hoc, rivolto solo a caregiver famigliari conviventi per le persone con disabilità, al contrario della legge presentata, e non ne capiamo il motivo”.

    Risorse del tutto insufficienti

    Critiche anche sulle risorse messe in campo dal Fondo (207 milioni dal 2027, ndr), ritenute del tutto inadeguate e insufficienti:La valorizzazione del ruolo dei e delle caregiver non può concretizzarsi con mancette o bonus, servono un’infrastrutturazione di servizi per la presa in carico del bisogno delle persone in condizione di non autosufficienza, tutte”.

    Mancanza di tutele per caregiver lavoratori

    La segretaria confederale e il responsabile nazionale sottolineano poi che “mancano vere tutele per i caregiver lavoratori e tutte quelle agevolazioni previdenziali che le parti sociali avevano chiesto da tempo”.

    Assenza di servizi territoriali per persone disabili e caregiver

    Inoltre, sempre secondo i rappresentanti della CGIL, “non si è voluto discutere in nessun modo dei servizi territoriali, necessari alle persone con disabilità e non autosufficienti, ma altrettanto ai loro caregiver, per un sostegno adeguato e per non lasciarli soli. La strada che questo Governo sta percorrendo, diminuendo i fondi per il sociosanitario e per i Comuni, crea ulteriori disuguaglianze e ingiustizie”.

    Non possiamo condividere questo Disegno di Legge, e – concludono Barbaresi e Serino – useremo tutte le azioni sindacali possibili affinché i diritti delle persone con disabilità e non autosufficienti e delle loro famiglie siano riconosciuti ed esigibili. Nessuno deve essere lasciato solo, nessuno deve rimanere indietro”.

    Redazione

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