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    Ddl caregiver: le richieste di modifiche della FISH

    Marzo 12, 2026

    Pur valutando positivamente l’impianto complessivo del provvedimento, FISH chiede una serie di correttivi, a partire dalle tutele previdenziali, passando per i requisiti per il contributo economico ai caregiver

    Sono corposi e sostanziali i correttivi che la FISH, Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie, chiede vengano apportati al cosiddetto ddl caregiver, ovvero il disegno di legge dedicato al riconoscimento del caregiver familiare.

    La Federazione – che pur esprime apprezzamento verso un intervento atteso da decenni, rappresentando un passaggio significativo verso il pieno riconoscimento di chi, ogni giorno, assiste e sostiene persone con disabilità, contribuendo alla loro inclusione sociale e alla tutela della dignità – ha depositato una memoria e presentato alcune osservazioni nel corso dell’audizione davanti alla XII Commissione Affari sociali della Camera dei Deputati. L’obiettivo è introdurre correttivi in grado di rendere la norma più efficace.

    Audizione alla Camera e richieste di modifica

    Tra le principali proposte di modifica, il rafforzamento del principio della libertà di scelta della persona con disabilità. Inoltre, la FISH suggerisce una revisione del monte ore necessario per ottenere la qualifica di caregiver: la proposta è ridurre il requisito a 70 ore settimanali per i conviventi e a 18 ore per i non conviventi.

    Contributo economico e criteri di accesso

    La Federazione chiede anche un potenziamento del contributo economico per i caregiver previsto dal 1° gennaio 2027 per coloro che si registreranno al portale INPS entro ottobre 2026. Secondo la FISH, il beneficio dovrebbe mantenere la natura esentasse ed essere escluso dal calcolo del reddito imponibile e dell’ISEE.

    Ricordiamo che, secondo quanto previsto dall’attuale testo del ddl, il contributo economico è riconosciuto esclusivamente ai caregiver familiari inoccupati che rientrano nel profilo di caregiver convivente prevalente, con un ISEE non superiore a 15.000 euro e un reddito da lavoro non superiore a 3.000 euro lordi annui.

    ddll caregiver infografica

    Rispetto a questi requisiti, la FISH propone, tra le modifiche proposte, l’eliminazione della soglia di 3.000 euro lordi annui per chi non svolge attività lavorativa e della soglia ISEE fissata a 15.000 euro. In alternativa, la Federazione propone di adottare come riferimento la soglia prevista per il riconoscimento dell’Assegno Unico e Universale. In caso di co-caregiving, il contributo dovrebbe inoltre essere suddiviso in parti uguali tra entrambi i genitori.

    Un fondo volontario per sostenere i caregiver

    Un’altra proposta avanzata dalla FISH mira ad ampliare le risorse disponibili per i caregiver familiari. La Federazione propone l’istituzione di un Fondo integrativo volontario presso l’INPS, alimentato da contributi volontari di lavoratori e professionisti, oltre che da donazioni pubbliche o private, senza incidere sulle risorse statali obbligatorie.

    Previdenza e contributi figurativi

    Altro nodo critico del ddl, sollevato dalla FISH, la tutela previdenziale dei caregiver. La Federazione auspica che, entro dodici mesi dall’entrata in vigore della legge, venga adottato un decreto legislativo che garantisca contributi figurativi per l’intero periodo di assistenza. Tali contributi, secondo la proposta FISH, dovrebbero essere calcolati su una base di 54 ore settimanali e sostenuti interamente dallo Stato, a partire dal momento del riconoscimento ufficiale del ruolo di caregiver.

    Definizione uniforme della qualifica di caregiver

    Sul tema della definizione della qualifica di caregiver, che nell’attuale testo del ddl è legata al numero di ore settimanali di assistenza, la Federazione propone tre possibili soluzioni per uniformare i criteri su tutto il territorio nazionale. Le alternative indicate sono:
    1. stabilire soglie minime nazionali,
    2. basare la valutazione sul carico di cura effettivo certificato attraverso strumenti ufficiali come il PAI o il Progetto di Vita,
    3. oppure definire standard omogenei tramite un decreto specifico.

    L’appello al Parlamento

    Nel suo intervento, la FISH sottolinea l’importanza del momento storico per il riconoscimento dei caregiver familiari. Secondo la Federazione, è fondamentale che la Commissione e le istituzioni competenti assumano piena responsabilità nel rafforzare il provvedimento.
    Migliaia di famiglie attendono da anni questo passo”, evidenzia la Federazione, ribadendo la necessità che il Parlamento approvi una norma solida, equa e realmente capace di rispondere ai bisogni concreti delle persone con disabilità e delle loro famiglie.

    Per approfondire

    Il testo del disegno di legge n. 2789


    Redazione

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