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    Politiche per l’invecchiamento attivo: a distanza di un anno dal decreto, a che punto siamo?

    Febbraio 22, 2025

    Il presidente nazionale Auser Pantaleo: “Tante parole e nessun fatto. Eppure sarebbe uno strumento straordinario di prevenzione”

    È passato quasi un anno dall’entrata in vigore del Decreto Legislativo 29 del 15 marzo 2024 “disposizione in materia di politiche in favore delle persone anziane” in attuazione della legge 23 marzo 2023, n. 33 (legge delega per l’assistenza agli anziani): un provvedimento che si pone come obiettivo di rafforzare le misure di sostegno rivolte alle persone anziane non autosufficienti, oltre alla realizzazione di un sistema unificato di assistenza e accesso ai servizi degli over 65. Una migliore inclusione sociale delle persone anziane e l’attuazione di politiche per l’invecchiamento attivo sono i macro obiettivi d’insieme.

    Riforma della non autosufficienza

    Ricordiamo che la legge Delega in materia di politiche in favore delle persone anziane, contenente la riforma della non autosufficienza rappresenta un tassello fondamentale per una potenziale rivoluzione dell’intero comparto che, interessando anziani non autosufficienti e loro caregiver familiari e professionisti dell’assistenza, coinvolge oltre 10milioni di persone nel nostro Paese

    Qual è la situazione dopo un anno

    Ma dopo un anno, a che punto siamo? Il bilancio la fa AUSER, e non è in positivo. Secondo l’associazione, infatti, poco o nulla sta cambiando in Italia per gli anziani. Soprattutto nessuna nuova fase, nessuno slancio, per le politiche a favore dell’invecchiamento attivo. Le aspettative erano alte, tutte andate deluse, dichiara senza mezzi termini l’associazione.

    Sembrava che il dramma della Pandemia avesse fatto maturare un maggiore consapevolezza dei problemi posti dalla transizione demografica e, conseguentemente, si fosse capito che le politiche per l’invecchiamento attivo andassero considerate come il pilastro fondamentale della prevenzione – sottolinea il presidente nazionale Auser Domenico Pantaleo Oggi, purtroppo, a poco meno di una anno dalla  pubblicazione del Decreto 29/24, dobbiamo constatare, ma ci farebbe piacere essere smentiti, che le nostre preoccupazioni erano più che legittime.”

    Decreto 29: cosa prevede

    Il decreto 29 si compone di 2 Titoli e 43 articoli, e contiene disposizioni finalizzate a promuovere la dignità e l’autonomia, l’inclusione sociale, l’invecchiamento attivo e la prevenzione della fragilità della persona anziana, anche mediante:
    • l’accesso alla valutazione multidimensionale;
    • l’accesso a strumenti di sanità preventiva e di telemedicina a domicilio;
    • il contrasto all’isolamento e alla deprivazione relazionale ed affettiva;
    • la coabitazione solidale domiciliare per le persone anziane e la coabitazione intergenerazionale;
    • lo sviluppo di forme di turismo del benessere e di turismo lento.

    Decreto 29: cosa manca all’attuazione

    Segnala AUSER che, malgrado il Decreto 29 preveda il coinvolgimento delle organizzazioni che si interessano della materia, allo stato attuale “praticamente nessuno degli atti previsti dal Decreto 29  per la sua concreta applicazione sembra essere stato predisposto”.
    Dichiara ancora AUSER:

    Non pervenuta la costituzione del Comitato interministeriale per le politiche in favore della popolazione anziana (CIPA – Art.3), che dovrebbe essere l’organismo centrale di programmazione, per cui il Decreto 29 prevede che “Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore” dovessero essere determinate le modalità di funzionamento e l’organizzazione delle sue attività. Ad oggi l’unica notizia certa è che il vice Ministro, On Bellucci, è stata delegata a presiederlo”.

    Altro punto tuttora mancante, la definizione delle competenze del CIPA, tra cui:
    la redazione del «Piano nazionale per l’invecchiamento attivo, l’inclusione sociale e la prevenzione delle fragilità nella popolazione anziana» e del «Piano nazionale per l’assistenza e la cura della fragilità e della non autosufficienza nella popolazione anziana»;
    l’armonizzazione dei LEPS rivolti alle persone anziane non autosufficienti, e dei relativi obiettivi di servizio, con i LEA;
    l’integrazione dei sistemi informativi;
    il sistema di monitoraggio nazionale delle attività svolte e dei servizi e delle prestazioni resi.

    Conclude Pantaleo: “In conclusione, ma vorremmo essere smentiti, ai limiti di fondo del Decreto legislativo 29/24 tra cui la limitata disponibilità di finanziamenti, a suo tempo denunciati da Auser, a distanza di un anno la stragrande maggioranza dei provvedimenti, da cui dipende la politica nazionale per l’invecchiamento attivo, ma anche quelle regionali e locali,  non sono nei fatti operativi”.

    Su questo argomento leggi anche:

    Cos’è e come richiedere la Prestazione Universale per anziani non autosufficienti

    Redazione

     

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