Via libera in Conferenza Unificata al programma triennale destinato alle persone con disabilità gravi fino ai 70 anni. Regioni soddisfatte ma chiedono tempi rapidi per lo sblocco delle risorse
La Conferenza Unificata Stato Regioni ha approvato, il 18 marzo scorso, il Piano nazionale per la non autosufficienza relativo al triennio 2025-2027, che interessa le persone con disabilità fino ai 70 anni, non autosufficienti o parzialmente non autosufficienti.
l provvedimento include anche la distribuzione delle risorse del Fondo dedicato, per complessivi circa 3 miliardi di euro, così suddivisi:
– 982 milioni per il 2025,
– 934 milioni per il 2026
– oltre un miliardo per il 2027.
Questi fondi saranno destinati a interventi sui territori, tra cui assistenza domiciliare, supporto alla vita indipendente e iniziative per favorire l’inclusione sociale. Un elemento cardine del Piano è rappresentato dal “Progetto di Vita”, a cui viene destinata una quota vincolata di 14,64 milioni di euro all’anno. Particolare attenzione è rivolta ai percorsi di vita indipendente, con l’obiettivo di promuovere autonomia e partecipazione sociale, favorendo interventi personalizzati.
A chi è rivolto il Piano
Una novità rispetto al passato è che il nuovo Piano 2025-2027 si rivolge a persone con disabilità non autosufficienti fino ai 70 anni. Questo in quanto è previsto un altro programma, in via di definizione, dedicato agli anziani over 70, come stabilito dalla legge 33 del 2023, che ha previsto un Piano nazionale dedicato agli anziani non autosufficienti
I destinatari inoltre sono persone che, in virtù di particolari condizioni di salute biopsicofisica o sociali o di relazione e senza un’assistenza continua, vedono fortemente limitata la partecipazione ai propri contesti di vita.
Nello specifico, il piano riguarda persone con disabilità, fino ai 70 anni:
a) non autosufficienti (cioè con gravi limitazioni o perdita dell’autonomia nelle attività fondamentali e strumentali della vita quotidiana e del funzionamento bio-psicosociale) o
b) parzialmente non autosufficienti
che siano titolari di Legge 104 o invalidità con indennità di accompagnamento).
Proprio in riferimento alla definizione di Non autosufficienza, questa cambierà, in seguito alla Riforma della Disabilità (vd. legge n. 227 del 22 dicembre 2021), che entrerà in vigore in tutta Italia nel 2027 e per ora in via sperimentale attiva solo in alcuni territori, la nuova classificazione fa riferimento a un “bisogno elevato“o “molto elevato“di sostegno.
Le risorse
L’ammontare complessivo di circa 3 miliardi nelle annualità 2025-27 verrà suddiviso secondo una quota indistinta, che va a supporto delle persone non autosufficienti sia con disabilità sia anziane, e di una quota vincolata all’attuazione dei Livelli Essenziali delle Prestazioni Sociali (LEPS), all’assunzione del personale, e alla realizzazione dei “progetti per la vita indipendente”.
Questa la suddivisione:
– 14,64 milioni annui per i progetti di vita indipendente (quota vincolata)
– 250 milioni annui per gli interventi Leps a favore degli anziani non autosufficienti
-quota indistinta destinata a entrambe le platee ammonta (605 milioni nel 2025, 620 nel 2026 e 794 nel 2027), suddivisa così tra le Regioni:
– l’80% dei fondi sarà assegnato in base alla popolazione anziana,
-il 10% considerando i titolari di indennità di accompagnamento
– il 10% sulle certificazioni di gravità ex art. 3, comma 3 della Legge 104/92.
Soglie Isee più alte per l’accesso ai servizi
Il nuovo Piano introduce anche modifiche ai criteri economici per accedere ai servizi. In particolare, vengono innalzate le soglie Isee per le situazioni di maggiore gravità: non inferiori a 50mila euro Per le persone con necessità di sostegno elevato o molto elevato ai sensi del decreto legislativo 62 del 2024), che salgono a 65mila euro nel caso di minori.
L’obiettivo è ampliare la platea dei beneficiari, includendo anche nuclei familiari che, pur non essendo in condizioni di povertà, affrontano costi assistenziali elevati.
Centralità del progetto di vita individuale
Un elemento cardine del Piano è rappresentato dal “Progetto di Vita”, a cui viene destinata una quota vincolata di 14,64 milioni di euro all’anno. Particolare attenzione è rivolta ai percorsi di vita indipendente, con l’obiettivo di promuovere autonomia e partecipazione sociale.
Il nuovo approccio punta a superare modelli standardizzati di assistenza, favorendo interventi personalizzati costruiti sui bisogni specifici della persona.
Regioni: “sbloccare i fondi al più presto”
Le Regioni hanno espresso apprezzamento per l’approvazione del Piano, ma sollecitano quanto prima il Governo la emanare una circolare per chiarire le modalità di anticipazione delle risorse già sostenute dalle amministrazioni locali e garantire la continuità degli interventi, anche con l’attivazione di un tavolo di confronto per accelerare lo sblocco dei fondi.
Redazione









