Un protocollo d’intesa tra Fand e Assimprenditori per migliorare la gestione del diabete nei luoghi di lavoro e contrastare lo stigma
Favorire l’integrazione delle persone con diabete nel mondo del lavoro, valorizzandone il ruolo come risorsa per la società, e promuovere allo stesso tempo la cultura della prevenzione e dei corretti stili di vita. È questo l’obiettivo del protocollo d’intesa firmato nei giorni scorsi da Fand – Associazione italiana diabetici e Assimprenditori.
L’accordo punta a rafforzare la collaborazione tra le due organizzazioni per sviluppare iniziative condivise sui luoghi di lavoro, orientate alla prevenzione, al miglioramento delle condizioni lavorative delle persone con diabete e al contrasto dello stigma che ancora accompagna questa patologia.
Lavoro come strumento di inclusione e valorizzazione
Il protocollo si inserisce in una visione che riconosce il lavoro come elemento centrale per la piena partecipazione delle persone con diabete allo sviluppo sociale ed economico del Paese. Attraverso un approccio proattivo alla gestione della malattia, l’intesa mira a ridurre il rischio di complicanze e a favorire percorsi lavorativi inclusivi, in cui la condizione di salute non rappresenti un ostacolo, ma venga adeguatamente compresa e supportata.
Diabete in Italia: i numeri
In Italia si stima che le persone con diabete siano circa 4 milioni, a cui si aggiunge un ulteriore milione di persone non ancora diagnosticate. I dati mostrano un impatto rilevante anche in termini di mortalità: nel 2020 si sono registrati circa 20 mila decessi in più rispetto al 2019 con menzione di diabete come causa iniziale o tra le cause multiple, per un totale di 97 mila decessi, pari a undici ogni ora.
Diagnosi precoce e corretta gestione della malattia
Il diabete è spesso una malattia asintomatica, che viene scoperta casualmente durante accertamenti svolti per altri motivi o quando compaiono sintomi e complicanze. Una diagnosi tardiva può portare a danni d’organo gravi e spesso irreversibili: il 98% delle amputazioni degli arti inferiori di origine non traumatica è causato dal diabete.
Al contrario, una gestione consapevole e corretta della patologia consente alle persone con diabete di condurre una vita piena e attiva, compresa quella lavorativa, riducendo o ritardando l’insorgenza delle complicanze.
Stili di vita e prevenzione: una sfida anche sul lavoro
L’adozione di sani stili di vita, l’informazione continua e il superamento dello stigma sono elementi fondamentali per ridurre l’impatto del diabete, sia in termini di qualità della vita sia di costi sociali ed economici. Comunicare apertamente la propria condizione e coinvolgere il contesto familiare, lavorativo e sociale rappresenta un passaggio chiave in questo percorso.
Secondo i dati del sistema di sorveglianza PASSI del Ministero della Salute, il 70% delle persone con diabete è in eccesso ponderale, il 48% è sedentario, il 22% fuma e oltre il 90% non consuma le cinque porzioni giornaliere di frutta e verdura raccomandate. Numeri che rendono evidente l’urgenza di azioni di sensibilizzazione e promozione di comportamenti salutari, anche e soprattutto nei contesti lavorativi.
«L’accordo fra le due organizzazioni, di cui siamo fieri, ha l’obiettivo di permettere alle persone con diabete di avere piena consapevolezza della propria malattia, attraverso una serena e corretta gestione, per favorire la loro capacità di dare pieno contribuito allo sviluppo della nostra società, sia in termini di qualità di vita che di capacità produttiva – dichiara Manuela Bertaggia, Presidente Fand – L’obiettivo è, inoltre, quello di ridurre le complicanze e l’impatto socio-economico del diabete adottando un comportamento proattivo sia da parte delle persone con diabete che da parte delle persone legate alla loro sfera familiare, sociale, lavorativa. Vogliamo promuovere in ambito lavorativo una cultura che consideri la persona con diabete come una risorsa e non come un problema, e allo stesso tempo, una riduzione, attraverso una migliore gestione del diabete, i giorni persi per malattia e/o ricoveri ospedalieri, diminuendo così i costi a carico della collettività e aumentando la produttività nei luoghi di lavoro. Infine, le azioni messe in campo consentiranno di prevenire, in generale, l’insorgenza del diabete nella popolazione attraverso la promozione del corretto stile di vita, creando la cultura di una sana alimentazione accompagnata dalla giusta attività fisica».
«Il protocollo firmato fra Assimprenditori e FAND è il suggello di una visione comune sul fronte del diabete e promette di ottenere notevoli risultati in questa guerra dilagante. – dichiara Giuseppe Samà, Presidente di Assimprenditori – Solo facendo fronte comune, ciascuno con le proprie competenze, si potrà disporre di quella forza necessaria a contrastare efficacemente la pandemia diabetica. Imprese e FAND affiancate: un sodalizio vincente. La strada è tracciata. Ancora grazie a FAND e alla sua presidente Manuela Bertaggia».
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