Incontro tra associazioni e istituzioni sul Decreto 62: emerse criticità da affrontare con urgenza
Si è svolto il 1° dicembre un importante incontro promosso da LEDHA-FISH e FAND per discutere l’evoluzione della riforma sulla disabilità e le criticità emerse durante la sperimentazione del Decreto legislativo 62/2024 in corso nella provincia di Brescia. Al confronto hanno partecipato la Ministra per le Disabilità, Alessandra Locatelli, l’assessora regionale, Elena Lucchini, rappresentanti regionali degli assessorati competenti, dirigenti ministeriali e referenti nazionali e territoriali dell’INPS, oltre ai presidenti nazionali di FISH e FAND.
La sperimentazione lombarda
Nel corso della riunione, riporta la LEDHA in una nota, è stato approfondito il percorso di trasformazione del modello di welfare lombardo, che si sta progressivamente orientando verso interventi personalizzati tramite il Progetto di vita, come previsto dalla legge regionale 25/2022 e dal Decreto 62.
La sperimentazione avviata a Brescia sarà estesa nei prossimi mesi ad altre sei province lombarde, con l’obiettivo di uniformare e innovare le modalità di valutazione e presa in carico delle persone con disabilità.
Certificazione della disabilità: verso un unico procedimento
Ricordiamo che il Decreto 62 introduce inoltre una revisione complessiva del sistema di certificazione, puntando a unificare i diversi iter attualmente in vigore: una semplificazione attesa da tempo, ma che per ora, dichiara LEDHA, mostra alcune fragilità operative, soprattutto nella fase di sperimentazione.
Tempi di attesa troppo lunghi: la criticità principale
LEDHA e FAND hanno segnalato alle istituzioni un nodo centrale: tempi di attesa molto prolungati per l’accertamento della disabilità, dovuti alla carenza di personale dedicato.
Si tratta di un problema che sta già pesando sulle persone coinvolte nella sperimentazione a Brescia e che rischia di aggravarsi con l’estensione del modello ad altri territori.
Progetto di vita: servono formazione e coordinamento
Le associazioni hanno inoltre sottolineato che l’attuazione efficace del Progetto di vita richiede un significativo investimento in coordinamento, monitoraggio e formazione degli operatori.
Questi aspetti sono già previsti sia a livello nazionale che regionale, ma secondo LEDHA e FAND è indispensabile che vengano attivati coinvolgendo in modo strutturato le associazioni rappresentative delle persone con disabilità.
L’impegno delle istituzioni
Le rappresentanti istituzionali presenti hanno riconosciuto le criticità esposte e si sono impegnate a proseguire il confronto nelle sedi opportune, con l’obiettivo di rendere la riforma realmente funzionale alla vita indipendente e all’inclusione delle persone con disabilità.
Che cos’è il Decreto legislativo 62/2024
Ricordiamo che il Decreto 62/2024 è uno dei provvedimenti attuativi della Legge Delega sulla disabilità (Legge 227/2021) e introduce importanti novità in due ambiti fondamentali:
1. Un nuovo sistema di accertamento della disabilità
- Unifica le diverse procedure oggi esistenti (invalidità civile, handicap, disabilità ai fini lavorativi).
- Prevede un unico procedimento di valutazione, con criteri più omogenei a livello nazionale.
- Introduce una valutazione che combina aspetti medici e bio-psico-sociali, ispirata alla classificazione ICF.
2. Introduzione del Progetto di vita
- Il Progetto di vita diventa lo strumento principale per definire gli interventi personalizzati.
- Prevede un approccio multidisciplinare, con il coinvolgimento della persona con disabilità.
- Attribuisce ai servizi territoriali il compito di coordinare le misure di sostegno, dalla scuola al lavoro, dall’abitare ai servizi sociali.
3. Sperimentazione territoriale
- La fase pilota è iniziata nella provincia di Brescia.
- Nei prossimi mesi è prevista l’estensione a sei nuove province lombarde
Redazione









