Entrerà in vigore nel 2036 il regime IVA per le associazioni, come previsto dalla Comunità Europea. Soddisfatto il Terzo Settore
Il 20 novembre il Consiglio dei Ministri ha approvato un decreto legislativo che introduce disposizioni in materia di terzo settore, crisi d’impresa, sport e imposta sul valore aggiunto. Rispetto alla materia fiscale, tra le novità più rilevati, si registra la proroga al 2036 dell’entrata in vigore di una norma che aveva molto allarmato il Terzo Settore, ovvero le novità IVA per gli ETS, in partenza prevista dal 1 gennaio 2026.
Proroga di 10 anni del regime IVA per le associazioni
La misura riguarda l’obbligo di apertura della partita Iva per le associazioniche offrono servizi rivolti ai propri soci: obbligo che sarebbe dovuto scattare dal 1 gennaio prossimo, e che invece il decreto posticipa di 10 anni.
Nello specifico, il decreto dovrebbe modificare l’articolo 1, comma 683, della legge n. 234 del 2021 (Legge di Bilancio 2022) per rinviare al 1° gennaio 2036 l’applicazione del nuovo regime di esenzione IVA per le operazioni realizzate dagli enti associativi di cui all’articolo 5, comma 15-quater, del decreto-legge n. 146 del 2021, attualmente prevista per il 1° gennaio 2026.
Obbligo per allinearsi a politiche IVA dell’UE
Ricordiamo che tale obbligo era stato disposto dal Governo dopo la procedura d’infrazione n. 2008/2010 ricevuta dall’Italia dalla Commissione europea per il mancato allineamento tra le norme comunitarie e le norme italiane in ambito di applicazione dell’IVA per operazioni effettuate da enti associativi.
Scampato rischio per piccole realtà associative
Pur non dovendo pagare l’imposta, questo obbligo avrebbe comportato una lunga serie di adempimenti burocratici e amministrativi, particolarmente gravosi e difficilmente sostenibili soprattutto per le realtà sociali più piccole, che rappresentano la gran parte del Terzo settore nel nostro Paese.
Ecco perché la notizia del rinvio di ben 10 anni dall’entrata in vigore di questa misura, giunta dopo un confronto con la Comunità Europea viene accolta con grande favore dal mondo del Terzo Settore. Commentando la notizia, dichiara Giancarlo Moretti, portavoce del Forum Terzo Settore: “La decisione di mantenere l’attuale regime di esclusione Iva va incontro alle esigenze di un comparto che si caratterizza per il valore sociale che è in grado di produrre, e accoglie i numerosi appelli del Forum Terzo Settore insieme a tante realtà associative del Paese”.
“Un’altra positiva norma che sarebbe contenuta nel decreto – prosegue Moretti – riguarda l’armonizzazione dell’Iva al 5% tra i diversi soggetti del Terzo settore: in particolare per le Onlus, una tipologia destinata a breve a scomparire per effetto del Codice del Terzo Settore: questo provvedimento consentirà loro di proseguire il proprio lavoro con la necessaria serenità, potendo scegliere di divenire ETS senza essere penalizzate dal punto di vista fiscale”.
“In attesa di leggere il testo definitivo in Gazzetta Ufficiale, esprimiamo soddisfazione per l’impegno di Governo e Parlamento di tutelare il Terzo settore da norme che ne avrebbero fortemente ostacolato l’attività e lo sviluppo. Il dialogo portato avanti anche negli ultimi mesi, in particolare con i Viceministri Maurizio Leo e Maria Teresa Bellucci, ha avuto buoni risultati.
Ci auguriamo infine che, già a partire dalla Legge di Bilancio, si possa trovare una soluzione anche alla questione dell’Irap: una tassa ingiusta che ancora grava, incomprensibilmente, sul non profit in misura ben maggiore che sulle imprese profit” conclude il portavoce del Forum Terzo Settore.
Redazione








