Nella proposta di legge una semplificazione per le persone con diabete per conseguire o rinnovare la patente, limitando le incombenze
Per le persone con diabete, conseguire e rinnovare la patente è una procedura più complessa rispetto al normale iter: una procedura che, secondo la FAND (Associazione Italiana Diabetici), rischia di essere discriminatoria, compromettendo il diritto alla circolazione delle persone che ne sono colpite.
Un disegno di legge per semplificare le procedure
Per superare questa disparità, è stato presentato lo scorso settembre un disegno di legge che punta a rivedere le norme sul rilascio e sul rinnovo della patente per le persone con diabete, semplificando gli iter e aggiornandoli ai progressi della terapia. L’obiettivo: garantire sicurezza sulle strade senza compromettere il principio di uguaglianza e libertà di circolazione.
Si tratta del ddl “Semplificazione delle procedure per il rilascio, il rinnovo e la conferma della patente di guida ai soggetti affetti da diabete”, avente come primo firmatario il Senatore UDC Antonio De Poli, che raccoglie le richieste della Fand.
Rinnovo e rilascio patente per diabetici: regole attuali
Prima di illustrare le novità proposte dal ddl, è utile ricordare quali sono le procedure attuali per il rilascio e il rinnovo della patente per persone con diabete in Italia.
L’articolo 119 del Codice della strada
La normativa di riferimento è l’articolo 119 del Codice della Strada. In linea generale si stabilisce che, per i soggetti diabetici, l’accertamento dei requisiti fisici e psichici per il conseguimento e il rinnovo della patente di guida (categorie A, B, BE) è effettuato dai medici specialisti in diabetologia i quali valutano le condizioni del paziente e, se idoneo, rilasciano un certificato che indica la validità della patente e la data del successivo controllo medico. Ma vediamo le specifiche, anche in relazione al tipo di patente.
Tipologia di patenti
Le patenti sono suddivise in Gruppo 1 (categorie AM, A, A1, A2, B1, B, BE) e Gruppo 2 (categorie C, CE, C1, C1E, D, DE e titolari CQC etc) con requisiti differenti.
Per il rilascio o rinnovo nel:
1. Gruppo 1, in caso di diabete mellito, si richiede:
- visita del medico monocratico abilitato, previa acquisizione del parere di uno specialista diabetologo.
- Se il diabete è in trattamento dietetico o con farmaci che non inducono ipoglicemia grave, e in assenza di complicanze che compromettano la sicurezza alla guida, la validità della patente può essere quella ordinaria.
- Se in trattamento con insulina o farmaci che possono indurre ipoglicemie gravi, il periodo massimo di validità per il rinnovo può essere 5 anni per il Gruppo 1 (in assenza di complicanze) e si può richiedere valutazione della Commissione Medica Locale (CML) se ci sono complicanze.
- Non viene rilasciata o rinnovata la patente se il conducente soffre di ipoglicemie gravi ricorrenti o alterazioni dello stato di coscienza per ipoglicemia.
2. Gruppo 2 (veicoli più pesanti, uso professionale):
- L’idoneità è sempre valutata dalla Commissione Medica Locale.
- In presenza di farmaci che possono indurre ipoglicemie gravi, sono richieste condizioni quali assenza di crisi grave nell’anno precedente, buona gestione della glicemia, assenza di gravi complicanze
- Per il rinnovo: i diabetici devono presentare anche relazione diabetologica specialistica che certifichi terapia, tipo diabete, complicanze, controllo glicemico, assenza di ipoglicemia grave.
Come potrebbe cambiare la procedura
Come dicevamo, il disegno di legge presentato dal Sen. De Poli intende semplificare le procedure appena viste, per il rilascio/rinnovo della patente ai soggetti con diabete, aggiornando l’articolo 119 del Codice della strada.
La proposta si basa sul presupposto che oggi, grazie ai sistemi di monitoraggio continuo della glicemia, ai microinfusori e a terapie che non prevedono l’uso di farmaci insulino-stimolanti, le persone con diabete possono mantenere un controllo stabile e sicuro della malattia, riducendo fortemente i rischi legati alla guida.
Da qui la proposta del ddl aggiornare la normativa e semplificare le procedure per chi utilizza questi dispositivi o protocolli terapeutici avanzati. In questi casi, il ddl prevede che l’idoneità alla guida potrà essere certificata direttamente dal medico monocratico, senza dover ricorrere a ulteriori pareri, anche per le patenti di categoria superiore.
Il ddl prevede, infine, che entro novanta giorni dall’entrata in vigore della legge, un decreto dei Ministeri della Salute e dei Trasporti dovrà individuare in modo chiaro i dispositivi e le terapie riconosciute, definendo le modalità operative per applicare le nuove regole.
Garantire la sicurezza sulle strade senza discriminare i malati di diabete
Secondo De Poli, il ddl rappresenta il giusto equilibrio fra due esigenze: da un lato, la sicurezza della circolazione e dall’altro lato il diritto alla libertà di circolazione e a non essere discriminati per le persone affette da diabete. L’attuale normativa prevede delle limitazioni che non tenevano conto dell’evoluzione in campo terapeutico. Riteniamo necessaria la revisione della disciplina normativa», spiega ancora, visto che le «le terapie più all’avanguardia consentono un monitoraggio più efficace dei livelli glicemici, riducendo i rischi di ipoglicemia e iperglicemia che possono compromettere l’idoneità alla guida».
La battaglia della FAND
Il ddl a prima firma De Poli raccoglie la battaglia portata avanti da FAND che , da sempre, si batte per questa semplificazione. Manuela Bertaggia, Presidente di Fand, ha dichiarato: «Da sempre Fand si è impegnata nell’evidenziare questo problema concreto per milioni di persone verso le quali ad oggi non c’era certezza nelle procedure sanitarie, solo a causa di un’etichetta, “l’essere diabetici”, anche senza nessuna casistisca che dica che le persone con diabete sono più pericolose alla guida o che negli anni abbiano provocato più incidenti. Tutto ciò non è supportato dai dati. Nel ringraziare De Poli che ha messo la prima pietra, auspichiamo che in tanti sottoscrivano il disegno di legge affinché la procedura legislativa possa essere avviata nel più breve tempo possibile e si possa davvero applicare una revisione oramai indispensabile».
I numeri del diabete in Europa e Italia
Quella del diabete può essere definita una epidemia silenziosa: all’interno della Regione europea dell’OMS, quasi 62 milioni di persone convivono con il diabete. La prevalenza di questa malattia è in crescita in tutta l’area arrivando, in alcuni Stati, a tassi del 10-14%. Tale crescita, in parte dovuta all’invecchiamento generale della popolazione, è principalmente secondaria alla diffusione di condizioni a rischio, come sovrappeso e obesità, scorretta alimentazione, sedentarietà e diseguaglianze socio-economiche. Nel 2021, in Europa, oltre 1,1 milioni di decessi sono stati causati dal diabete, che rappresenta la quarta causa di morte nell’Unione Europea (dati: Relazione al Parlamento sui dati 2024, ndr).
Quanto all’Italia, secondo dati ISTAT/Ministero della Salute via ISS, nel 2022 la prevalenza nota era stimata al 6,6 % (7 % negli uomini, 6,3 % nelle donne), pari a quasi 4 milioni di persone. Nel biennio 2022-2023 i sistemi di Sorveglianza PASS dell’ISS rilevano che il 5% degli adulti fra 18 e 69 anni riferisce una diagnosi di diabete. La prevalenza aumenta al crescere dell’età fino a un valore del 21,6% nelle persone con età uguale o superiore a 75 anni.
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