Nata nel 2006, l’iniziativa vuole iscrivere almeno un equipaggio alla Youth e alla Women’s America’s Cup in programma a Napoli. Il presidente Antonio Spinelli: “Le nuove imbarcazioni sono ideali: navigare in casa ci ha spinto a riprovarci”
Argo Challenge vuole tornare a “solcare le acque” rilanciando la propria sfida più ambiziosa. Dopo quasi vent’anni, infatti, il progetto che ha l’obiettivo di portare un team internazionale di velisti con disabilità alla Coppa America è pronto a ripartire. L’obiettivo è concreto e visionario al tempo stesso: partecipare con almeno un equipaggio alla Youth America’s Cup e alla Women’s America’s Cup, in programma a Napoli nel 2027 quando la 38ª edizione della prestigiosa manifestazione sportiva tornerà in Italia.

Da Torino a Napoli, una sfida che “riprende il largo”
Argo Challenge nacque a Torino nel “lontano” 2006: a raccontare l’idea del progetto è il suo principale artefice – nonché presidente – Antonio Spinelli: “In questa iniziativa – racconta – ho unito due mie passioni: lo sport e il volontariato, che all’epoca portavo avanti facendo l’istruttore di sci per l’associazione locale Sportdipiù. Partecipammo ad alcune regate internazionali, ma una serie di circostanze sfavorevoli ci tagliarono fuori. L’evoluzione tecnica della Coppa America, con l’introduzione dei catamarani e i costi proibitivi, resero impossibile costruire un equipaggio formato da persone con disabilità”.
Il sogno è così rimasto nel cassetto per qualche anno, fino all’introduzione dellenuove barche “volanti”: “Le moderne imbarcazioni di Coppa America – spiega ancora – sono più difficili da gestire, ma anche più accessibili: i velisti operano all’interno di un abitacolo simile a una monoposto di Formula 1, manovrando con mani e braccia; una configurazione ideale per atleti con disabilità motorie. Quando abbiamo saputo che la Coppa America 2027 si sarebbe tenuta a Napoli, ci siamo detti: perché non riprovarci?”. La scelta di iscriversi alla regata giovanile e a quella femminile dell’America’s Cup è dovuta al minor numero di membri dell’equipaggio necessari (quattro anziché dodici/quattordici).
Un team d’eccezione
Da quel momento ha preso il via una fase di studio di fattibilità con la collaborazione di professionisti e tecnici del settore. “Fin dal primo momento – prosegue Spinelli – abbiamo riscontrato grande apertura e grande interesse. La nostra partecipazione, in particolare, darebbe un forte valore simbolico e mediatico. Al momento stiamo attendendo l’insediamento del board organizzativo dell’edizione 2027 per formalizzare ufficialmente la nostra richiesta di iscrizione; dovremo solamente chiedere una deroga vista la difficoltà di reperire velisti con disabilità di una stessa nazione”.
In fase di costruzione del team sono stati già coinvolti nomi di rilievo: tra questi, il velista paralimpico tedesco Heiko Kroeger (oro a Sydney 2000, argento a Londra 2012 e otto volte campione del mondo) e il fuoriclasse brasiliano Lars Grael, leggenda della vela (due bronzi alle Olimpiadi, prima di un grave incidente con conseguente amputazione di una gamba) già coinvolto per il primo tentativo. Inoltre, l’organizzazione ha contattato l’azzurro Antonio Squizzato, tra i migliori velisti italiani con disabilità.

Le partnership del progetto
L’iniziativa potrà contare sul sostegno di un partner d’eccezione: la Classe Internazionale 2.4 mR, presieduta proprio da Kroeger, che condivide la stessa filosofia di accessibilità e competitività portata avanti da Argo Challenge: “Sosteniamo – dichiara l’atleta – pienamente questo progetto. Nella nostra Classe ci sono diversi velisti con disabilità che potrebbero far parte del team. In fondo, siamo abituati a stare in un abitacolo e a portare la barca utilizzando solo le mani. Con la giusta preparazione, potremmo anche essere anche competitivi”. A fornire ospitalità al progetto sarà invece lo Yacht Club Gaeta, che ha abbracciato fin da subito la sfida, mentre sta proseguendo il dialogo con la Federazione Italiana Vela FIV e le altre classi veliche.
Una sfida sportiva, tecnica e anche economica
Il progetto di Argo Challenge, infine, dovrà superare anche un ostacolo non secondario: quello economico. Partecipare alla regata, infatti, richiederà risorse importanti da raccogliere attraverso un’operazione di fund raising strutturata e incisiva. “Servono cifre a sei zeri – sottolinea Spinelli – ma abbiamo già ricevuto segnali positivi. Nel mondo della Coppa America siamo ricordati come persone serie, che si sono sempre comportate con correttezza e questo ci rende interlocutori credibili verso una rete di partner che condividano la nostra visione e ci aiutino a trasformare il sogno in realtà”.
Marco Berton







