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    Accesso a screening oncologici: quali le difficoltà per persone disabili e loro caregiver?

    Ottobre 18, 2025

    Un progetto per rendere più accessibile la diagnosi precoce ai pazienti con disabilità indaga quali sono le barriere all’accesso di questi percorsi in caso di tumore

    Il diritto alla salute è uno dei pilastri fondamentali della nostra Costituzione, riconoscendo ad ogni cittadino la tutela del bene più prezioso. In questo contesto, i programmi di screening oncologici forniti gratuitamente dal SSN rappresentano da anni una attività di prevenzione fondamentale per anticipare e/o trattare nelle loro fasi iniziali patologie potenzialmente molto gravi.

    L’importanza degli screening

    In Italia sono attivi alcuni programmi di screening oncologici, tra i quali quelli per il tumore al seno, al colon-retto e al collo dell’utero, che invitano i cittadini a sottoporsi a controlli periodici i quali aiutano, appunto, a scoprire la malattia molto presto, quindi a trattarla in maniera tempestiva, quando le cure sono più efficaci e meno invasive, con maggiori possibilità di guarigione. Intervenire tempestivamente, in questi casi, significa non solo affrontare trattamenti più leggeri, ma anche ridurre i decessi.

    Screening e persone con disabilità

    L’importanza di sottoporsi a controlli periodici si scontra tuttavia con alcune barriere alla partecipazione di questi programmi da parte delle persone con disabilità. Le difficoltà a sottoporsi a test diagnostici si traduce in un rischio più elevato di cancro in emergenza per questa fascia di popolazione.

    Un gap da studiare e colmare

    Allo scopo di comprendere le ragioni di queste difficoltà, ed intervenire, è stato lanciato il progetto di ricerca coordinato dall’Università Vita-salute San Raffaele di Milano “Intrecci – Insieme pe la diagnosi di precoce”, che punta a individuare e superare gli ostacoli che rallentano la diagnosi precoce dei tumori tra le persone con disabilità. Il progetto vede la partecipazione di professionalità e realtà eterogenee: medici, infermieri, architetti e associazioni.

    Persone con disabilità e tumore

    Per comprendere cosa non funziona o non ha funzionato nel modello attuale, il progetto prevede anche una fase di ricerca e la raccolta di testimonianze di persone con disabilità (o loro caregiver) che hanno avuto un tumore.

    Allo scopo, si raccolgono esperienze di:

    • Persone tra i 35 e i 74 anni con difficoltà motorie, sensoriali, intellettive o psichiche
    • Caregiver di persone con disabilità

    che si prestino apartecipare a una conversazione di circa 30 minuti con un medico o un infermiere, in presenza oppure online (videocall): le risposte saranno del tutto anonime, e aiuteranno a raccogliere esperienze, per aiutare a capire quali sono le barriere e gli ostacoli che possono rallentare l’accesso agli screening e ai test diagnostici. Lo scopo, quello di migliorare le prassi attuali e proporre percorsi di prevenzione e di cura più accessibili per tutti.

    Come partecipare

    Registrati a questo link
    Contatta il numero: 0226435525
    Scrivi all’indirizzo e-mail: ilprogetto.intrecci@gmail.com

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    Redazione

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