Le risorse serviranno ad attuare il nuovo Piano d’Azione Nazionale per la salute mentale
Durante il convegno “One Mental Health”, svoltosi oggi a Roma presso l’Accademia Lancisiana, il Ministro della Salute Orazio Schillaci ha annunciato l’inserimento di un finanziamento di 80 milioni di euro nella prossima Legge di Bilancio per dare piena attuazione al nuovo Piano d’Azione Nazionale per la Salute Mentale (PANSM).

Salute mentale tra le emergenze
Il ministro ha ricordato alcuni dati del fenomeno, evidenziando come una persona su sei in Italia conviva con un disturbo mentale, una condizione in crescita che interessa sia adulti che adolescenti.
L’impatto economico, peraltro, è enorme: le patologie psichiche costano al Paese oltre 60 miliardi di euro l’anno, equivalenti al 3,3% del PIL, incidendo su sanità, welfare e produttività.
“Dobbiamo prenderci cura della mente con la stessa determinazione con cui ci prendiamo cura del corpo”, ha sottolineato, tra le altre cose, il ministro Schillaci, ricordando che la salute mentale rappresenta “un indicatore della salute complessiva della nostra Nazione”.
Il nuovo Piano quinquennale
Il nuovo piano, operativo per il periodo 2025-2030, si fonda sul principio di “One Mental Health”, una prospettiva che considera la salute mentale non solo da un punto di vista clinico, ma anche sociale, culturale e ambientale, mettendo al centro la persona e il suo vissuto.
Il documento promuove un modello organizzativo integrato che favorisca la collaborazione tra ospedale, territorio, servizi sociali e scuola.
Focus sui giovani e la prevenzione precoce
Allarmanti sono i dati sulla salute mentale dei più giovani: per questo motivo, nel piano, particolare attenzione viene rivolta alla fascia d’età 16-25 anni, una fase cruciale in cui si manifesta il 75% dei disturbi mentali. Allo scopo, quindi, diagnosi e prevenzione si rivelano strumenti strategici per la gestione di questo fenomeno. Tra le altre cose, il piano prevede percorsi di cura multiprofessionali e multidisciplinari, con diversi livelli di intensità, per evitare che i disturbi insorgenti nell’adolescenza si cronicizzino in età adulta.
Combattere lo stigma
Oltre agli interventi in ambito più prettamente sanitario, il Ministro Schillaci ha ribadito l’importanza di contrastare lo stigma che ancora oggi circonda i disturbi mentali, ricordando che “Chiedere aiuto non è un segno di debolezza, ma di forza”.
Lo stigma, infatti, può ritardare le diagnosi, interrompere i percorsi di cura e isolare le persone fragili. Per questo il piano promuove una cultura dell’inclusione e della solidarietà, soprattutto tra i giovani, con l’obiettivo di trasformare la fragilità in un’occasione di consapevolezza collettiva.
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Redazione
Fonte immagine: Motore Sanità







