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    Scuola e disabilità. FISH denuncia: “il 43% degli insegnanti di sostegno è privo di specializzazione”

    Ottobre 9, 2025

    Ecco cosa prevede la proposta di Legge per la continuità didattica e la formazione specializzata sul sostegno

    A oltre 40 anni dall’introduzione dell’insegnante di sostegno per alunni e studenti con disabilità, previsto dalla legge 104, il sistema italiano continua ad essere gravato da criticità rilevanti che compromettono la realizzazione effettiva del diritto all’inclusione scolastica.

    A evidenziarlo è stata la FISH (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie), audita nella giornata del 7 ottobre presso la VII Commissione (Cultura, scienza e istruzione) della Camera dei deputati. I relatori per la FISH Vincenzo Falabella, presidente e Roberto Speziale, vicepresidente vicario hanno presentato la Memoria della Federazione nell’ambito dell’esame della proposta di legge C. 2303, recante l’introduzione della qualifica di «docente per l’inclusione».

    43% insegnanti di sostegno senza specializzazione

    La Federazione ha quindi sottolineato un dato rilevante: ad oggi circa il 43% degli insegnanti di sostegno è privo di specializzazione specifica, e quindi non ha seguito percorsi formativi abilitanti e professionalizzanti per rispondere ai bisogni educativi degli alunni con disabilità.

    “Questa percentuale inaccettabile compromette seriamente la qualità dell’istruzione offerta ai nostri studenti e alle nostre studentesse con disabilità,” ha dichiarato il presidente della FISH, Vincenzo Falabella. “L’introduzione di una figura professionale dedicata all’insegnamento di sostegno non può e non deve essere un contentino o un provvedimento spot, ma l’occasione per sanare le disfunzioni sistemiche che riguardano formazione, continuità e stabilità del personale.”

    La proposta di legge della FISH

    La Federazione ha presentato una propria Proposta di Legge per la Continuità Didattica e la Formazione Specializzata sul Sostegno, che prevede in particolare:

    • Istituzione di specifiche classi di concorso per il sostegno didattico;
    • riconoscimento della continuità didattica come elemento strutturale dell’inclusione;
    • criteri chiari e qualificanti per la nomina dei docenti specializzati;
    • obbligo di formazione specifica in materia di inclusione anche per i docenti curricolari;
    • definizione chiara di ruolo e competenze degli assistenti all’autonomia e alla comunicazione (ASACOM), figure essenziali per l’effettiva partecipazione scolastica.

    “Concordo pienamente con quanto dichiarato dal presidente Falabella, l’inclusione scolastica deve essere, prima di tutto e soprattutto una questione di qualità e non solo di quantità. Al centro ci devono essere sempre gli interessi delle bambine/i, alunne/i, studenti/esse con disabilità. Il primo soggetto che deve essere responsabilizzato è l’insegnante curriculare ma è anche necessario valorizzare ulteriormente la figura del docente specializzato sul sostegno e dell’assistente all’autonomia e comunicazione, se si vuole realmente che l’inclusione scolastica non rimanga un mero enunciato normativoafferma Roberto Speziale, vicepresidente vicario della FISH. “L’auspicio è che al più presto si approvi la proposta della FISH in ordine all’istituzione di specifiche classi di sostegno”.

    Per approfondire

    La memoria integrale della FISH

    Redazione 

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