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    L’allarme di Trump sul legame tra paracetamolo e autismo non ha basi scientifiche

    Settembre 26, 2025

    Le ultime dichiarazioni di Trump sull’uso del paracetamolo in gravidanza e aumento del rischio di autismo sono prive di fondamento scientifico

    Nei giorni scorsi ha fatto molto scalpore l’ennesima uscita di Donald Trump, che stavolta ha riguardato l’autismo e la sua presunta correlazione con l’assunzione di farmaci durante la gravidanza. Insieme al segretario alla Salute Robert F. Kennedy Jr, Trump ha annunciato che negli Stati Unit la Food and Drug Administration rilascerà l’avviso sul potenziale rischio di assunzione del paracetamolo in gravidanza, poiché potrebbe portare al rischio di autismo nel futuro nascituro.

    Il Presidente deli USA ha fatto riferimento a presunti risultati di studi che avrebbero rilevato un legame tra l’uso di Tylenol (l’omologo americano della nostra tachipirina) durante la gravidanza e l’autismo.

    Le reazioni della comunità scientifica internazionale

    Di fronte a questo annuncio molte sono state le reazioni dalla comunità scientifica, che in larga parte sta dimostrando preoccupazioni per queste perentorie affermazioni, prive di fondamento scientifico: allo stato attuale, infatti, non ci sono prove a sostegno di un legame tra paracetamolo e autismo.

    A seguito delle dichiarazioni di Trump, anche l’EMA, Agenzia Europea del Farmaco ha ribadito la sicurezza dell’uso del paracetamolo in gravidanza, dal momento che non esistono correlazioni causali tra i due.

    Il più grande studio sull’argomento

    Sulla questione è intervenuto anche Autism-Europe citando uno studio del 2024 (il più grande nel suo genere)– finanziato dal National Institutes of Health e condotto dal Karolinska Institute e dall’Università di Drexel – che ha analizzato i dati di quasi 2,5 milioni di bambini svedesi. Mentre i risultati iniziali hanno suggerito una possibile connessione tra l’esposizione al paracetamolo prenatale e l’autismo, l’ADHD o le disabilità intellettive, i successivi studi con fratelli hanno dimostrato che non esisteva alcun legame.

    La ricerca ha rilevato invece che alcuni genitori con tratti genetici che possono predisporre ad ADHD e autismo possono avere maggiori probabilità di sperimentare emicranie e altri dolori durante la gravidanza, il che potrebbe portarli a prendere antidolorifici, incluso il paracetamolo. In sostanza, le madri con maggior rischio genetico di autismo possono tendere a utilizzare l’antidolorifico più spesso di altre. Ma questo non dimostra che l’assunzione di paracetamolo porti ad autismo nel feto. È un classico caso di correlazione, non di causalità.

    Gli autori dello studio del 2024 hanno chiaramente espresso nella loro conclusione che “L’uso di paracetamolo durante la gravidanza non è stato associato al rischio di autismo, ADHD o disabilità intellettiva”.

    E’ bene quindi ribadire che non esiste un singolo gene o fattore ambientale noto a causare l’autismo.

    Appello a non diffondere disinformazione

    Le principali organizzazioni mediche si sono espresse contro l’annuncio di Trump, e Autism-Europe (che rappresenta oltre 90 associazioni in tutta Europa) esorta popolazione e decisori politici a fare affidamento sulle più accurate prove scientifiche ad oggi disponibili.

    Così l’associazione: “Fortunatamente, molti legislatori europei hanno promesso il loro sostegno alla comunità dell’autismo. Possiamo solo sperare che l’ultima ondata di disinformazione transatlantica non vada a intaccare il loro impegno a migliorare effettivamente la vita delle persone autistiche in linea con i loro impegni presi ai sensi della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità”.

    Redazione

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