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    Fornitura di ausili e presidi per persone con disabilità: criticità e proposte al Ministero

    Settembre 23, 2025

    Armonizzare i tariffari, snellire la burocrazia e minitorare le performance dei LEA sotto il profilo dell’erogazione degli ausili per la disabilità, tra gli interventi che la FISH ha proposto in audizione

    Nella giornata di ieri, 22 settembre 2025, la FISH (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie) è stata audita presso la Sottocommissione costituita nell’ambito della Commissione nazionale per l’aggiornamento dei Livelli essenziali di assistenza (LEA) e la promozione dell’appropriatezza nel SSN del Ministero della Salute.

    Nell’occasione, i relatori per la FISH – Michele Adamo, consigliere della Federazione e segretario nazionale dell’Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare (UILDM) e Giovanni Merlo, direttore di FISH Lombardia – Ledha (Lega per i Diritti delle Persone con Disabilità) – hanno presentato i risultati di un questionario somministrato alla rete associativa della Federazione, evidenziando le criticità nella fornitura ausili per le persone con disabilità.

    Le criticità riscontrate

    La FISH, ricordando che la fornitura di questi strumenti rientra nei LEA, ovvero l’insieme delle prestazioni e servizi che il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) ha il dovere di garantire a tutti i cittadini, ha evidenziato come i dati rilevati mostrino inefficienze sistemiche e oneri importanti a carico dei cittadini.

    lunghi tempi di attesa per l’erogazione
    La FISH ricorda che, secondo l’indagine di “Confindustria Dispositivi Medici” di ottobre 2023, infatti, il 50% dei pazienti attende oltre tre mesi per ricevere un ausilio e a questo si aggiunge anche un’inadeguata valutazione di adattabilità al domicilio, che viene effettuata solo nel 19% dei casi.

    spese ulteriori per le famiglie
    Le criticità si traducono anche in un impoverimento per le famiglie. Il 43,3%, infatti, delle persone con disabilità sostiene spese aggiuntive superiori al 10% del costo del dispositivo, superando talvolta la tariffa ufficiale. L’incidenza della spesa privata raggiunge, dunque, il 74,98% rispetto a quella pubblica, un chiaro indicatore dell’eccessivo carico finanziario sulle persone con disabilità e le loro famiglie.

    Le proposte della FISH

    Durante l’audizione, la FISH ha proposto una serie di soluzioni:
    1. estendere gli strumenti di valutazione previsti per i LEA anche al settore degli ausili e aumentare in modo strutturale gli investimenti pubblici.

    2. altre azioni concrete per migliorare il sistema, ovvero:

    ·        armonizzare i tariffari regionali, eliminando le disparità territoriali

    ·        snellire le procedure burocratiche (prescrizione, autorizzazione ed erogazione) per i presidi monouso (come cateteri o ausili per stomia)

    ·        reintrodurre nel nomenclatore tariffario i codici di standardizzazione dei prodotti (ISO), indispensabili per la rapida sostituzione e riparazione dei diversi componenti (come batterie e ruote).

    Infine, la Federazione ha sottolineato la necessità di un supporto e coinvolgimento costante delle famiglie e delle associazioni di rappresentanza nella definizione delle politiche sanitarie, per assicurare che le decisioni rispondano alle reali esigenze delle persone con disabilità.

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    Redazione

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