La Regione Toscana ha approvato la legge contenente “Disposizioni per la promozione ed il riconoscimento della figura del caregiver familiare”
Mentre a livello nazionale non si è ancora giunti ad una legge che riconosca e sostenga il ruolo dei caregiver familiari che si prendono cura di congiunti disabili e/o non autosufficienti, si allunga la lista delle Regioni che fanno da sé: ultima a dotarsi di una legge regionale in materia è la Toscana, che ad agosto ha promulgato la legge 55/2025 “Disposizioni per la promozione ed il riconoscimento della figura del caregiver familiare”.
La struttura della normativa si inserisce nel quadro dei principi di solidarietà sociale, con l’obiettivo di rafforzare la rete dei servizi socio-sanitari, per un maggiore sostegno a chi svolge quotidianamente un compito fondamentale ma spesso invisibile.
Tra le misure è previsto, tramite il Centro di ascolto regionale, un servizio telefonico di orientamento, supporto e informazione, “finalizzato a sostenere il caregiver familiare nei suoi compiti di supporto e cura della persona assistita per prevenire l’accrescimento del carico assistenziale e contrastare i rischi di isolamento e solitudine”.
Chi sono i caregiver per la legge
Va innanzitutto detto che nella nuova normativa toscana i soggetti sono individuati secondo la definizione di caregiver prevista dall’articolo 1, comma 255, della legge Legge 205/2017, che individua come caregiver: “la persona che assiste e si prende cura del coniuge, dell’altra parte dell’unione civile tra persone dello stesso sesso o del convivente di fatto (…), di un familiare o di un affine entro il secondo grado, ovvero, nei soli casi indicati dall’articolo 33, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, di un familiare entro il terzo grado che, a causa di malattia, infermità o disabilità, anche croniche o degenerative, non sia autosufficiente e in grado diprendersi cura di se’, sia riconosciuto invalido in quanto bisognoso di assistenza globale e continua di lunga durata ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, o sia titolare di indennità di accompagnamento ai sensi della legge 11 febbraio 1980, n. 18”.
Quindi caregiver di un familiare che abbia il riconoscimento della legge 104, articolo 3 comma 3.
Il ruolo del caregiver secondo la legge
Nella norma approvata, il caregiver familiare diventa parte integrante del sistema di assistenza regionale:
- opera all’interno del Progetto di Assistenza Individualizzato (PAI) o del progetto di vita, collaborando con i servizi sociali e sanitari;
- partecipa alle valutazioni multidimensionali della persona assistita, contribuendo alla definizione dei percorsi di cura;
- riceve supporto, orientamento e formazione per svolgere al meglio il proprio ruolo, senza rischi per sé e per l’assistito.
Rete di sostegno e collaborazione con i servizi
Dall’altro lato, quindi, la legge toscana prevede che i servizi sociali, sanitari e sociosanitari riconoscano il caregiver familiare come parte della rete del welfare locale, assicurando informazioni su diritti, prestazioni e modalità di accesso; affiancamento durante la presa in carico, oltre, come detto, coinvolgimento attivo nella definizione e realizzazione del Progetto di Assistenza Individualizzato.
Accanto alle istituzioni, sono valorizzati anche medici di base, infermieri, associazioni, volontariato ed enti del Terzo settore, per contrastare l’isolamento del caregiver e rafforzare la solidarietà territoriale.
Iniziative di promozione e tutela
La Regione Toscana si impegna inoltre a:
- promuovere campagne di informazione sulla figura del caregiver familiare;
- organizzare programmi di aggiornamento per gli operatori dei servizi sociali e sanitari;
- incentivare progetti del Terzo settore per reti di sostegno e mutuo aiuto;
- avviare accordi con compagnie assicurative e datori di lavoro per favorire flessibilità oraria e coperture assicurative.
Risorse economiche
Per l’attuazione sono stanziati 75.000 euro annui (2025-2027) per il servizio di supporto regionale e 100.000 euro annui (2025-2027) per progetti di rete e sostegno promossi dal Terzo settore.
Inoltre, la legge introduce una clausola di valutazione periodica: ogni due anni sarà presentata una relazione sui risultati ottenuti, sul numero di caregiver familiari e sui servizi attivati.
Per approfondire:
Leggi anche:
Ok i 30milioni per i caregiver, ma bisogna semplificare le procedure perché arrivino a destinazione
Redazione









