Fino al 10 agosto si potrà contribuire per sostenere le attività della rassegna che, attraverso cinema e arti visive, apre uno spazio di racconto alternativo sulla disabilità.
Aperta da qualche giorno, sarà attiva
fino al 10 agosto la campagna di
crowdfunding per sostenere la terza edizione del
Disability Film Festival, appuntamento culturale di riferimento sul tema della disabilità, che vuole l’obiettivo trasformare il cinema e le arti visive in spazi di espressione, confronto e coesione sociale, in programma
dal 10 al 12 ottobre 2025 a Torino.
Tema di quest’anno del festival, ideato e promosso da Associazione Volonwrite ODV, è “
Corpi Rifrangenti”: un invito a
riflettere sui corpi come elementi di rottura e rivelazione, capaci di
infrangere stereotipi e di restituire luce alla complessità e alla bellezza della diversità.
Una storia di impegno e innovazione sociale
Fin dalla sua nascita, nel
2019, il Disability Film Festival ha voluto
dare voce a racconti autentici, scomodi e intensi che spesso restano ai margini della rappresentazione mediatica ma che, attraverso il cinema, riescono a farsi spazio, provocare ed educare. Il festival intende offrire uno spazio nel quale
ogni corpo può essere protagonista di una narrazione libera da stereotipi, restituendo complessità, ironia e potenza all’esperienza umana.
Contaminazione di linguaggi, spazio aperto e contesto partecipativo sono l’ambiente nel quale Volonwrite ha costruito in pochi anni una delle manifestazioni più innovative sul tema della disabilità unendo arte, pensiero critico e accessibilità.
Gli ospiti passati al DFF
Tanti gli ospiti che negli anni non hanno fatto mancare la loro presenza al Festival: tra questi
, Fabrizio Acanfora, Ludovico Bessegato, Martina Caironi, Marina Cuollo, Claudia Durastanti, Fabio Geda, Nicola Macchione, Luca Paiardi, Sebastiano Pucciarelli, Danilo Ragona, Valentina Tomirotti e Luca Trapanese, solo per citarne alcuni.
Tra i film proiettati, passati al DFF, “
Acqua e anice” di Corrado Ceron con protagonista Stefania Sandrelli, presentato durante le Giornate degli Autori alla 79° Mostra del Cinema di Venezia, e “
La timidezza delle chiome” di Valentina Bertani, finalista nella sezione “Miglior documentario” ai David di Donatello 2023.
Un festival accessibile e intersezionale
Lontano da scatole e termini che incasellano, il Disability Film Festival è molto più di una semplice rassegna cinematografica: è un
laboratorio partecipativo, uno spazio dove tutte le voci trovano visibilità e ascolto attraverso
film, dibattiti, presentazioni e workshop. In quest’ottica, la rassegna è pensata per essere
accessibile a tutte e tutti: ogni aspetto dell’organizzazione, dalla scelta della location alle modalità di fruizione, infatti, è progettato per abbattere le barriere sensoriali, fisiche e cognitive attraverso:
• location prive di barriere architettoniche;
• servizi di sottotitolazione e audiodescrizione;
• interpretariato in LIS Lingua dei Segni Italiana;
• spazi dedicati a persone neurodivergenti.
Il
programma, Il cui calendario completo sarà reso pubblico nelle prossime settimane, prevede per la prima volta un
concerto accessibile con interprete LIS e uno spettacolo teatrale; l’obiettivo è offrire un’esperienza culturale di alta qualità a tutti e tutte, senza distinzioni.
La campagna di crowdfunding
Il progetto è stato selezionato per l’iniziativa +Risorse di Fondazione Sviluppo e Crescita CRT:
se verrà raggiunto il 50% dell’obiettivo economico previsto (fissato in
5.000 euro,
l’importo sarà raddoppiato grazie al cofinanziamento dell’ente filantropico; la campagna è attiva sulla piattaforma Eppela al link
https://www.eppela.com/projects/12001 . I fondi raccolti serviranno a:
• garantire la qualità tecnica e artistica del festival;
• rafforzare la rete di collaborazioni con enti e realtà del territorio;
• ampliare il pubblico attraverso strategie di comunicazione inclusive e innovative;
• incentivare il coinvolgimento attivo di volontari e comunità locali.
Come segno di gratitudine per il sostegno ricevuto, sono previste ricompense esclusive, realizzate dall’illustratrice Ilaria Urbinati (autrice del manifesto ufficiale del DFF2025) e prodotte dalla startup torinese di abbigliamento etico e sostenibile Fair Enough.
Un appello alla solidarietà culturale
Visti i presupposti, gli organizzatori hanno deciso di lanciare un appello alla solidarietà culturale: «
Sappiamo che il contesto attuale non è semplice – spiegano la Direttrice Artistica Carmen Riccato e il Direttore Organizzativo Marco Berton
– ma crediamo fortemente che il Disability Film Festival possa continuare a essere un laboratorio di trasformazione sociale capace di generare consapevolezza, confronto e bellezza. Anche una piccola donazione può avere un impatto enorme».
Photo credits: Irene Beltrame
Redazione