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    Nuove tutele lavoratori con patologie invalidanti: congedi, permessi retribuiti e smart working garantiti

    Luglio 28, 2025

    Approvate in via definitiva le nuove tutele per gli impiegati del settore pubblico e privato, ma anche per lavoratori autonomi, che si trovano ad affrontare malattie oncologiche, croniche e invalidanti

    È stata approvata definitivamente dal Senato la proposta di leggeDisposizioni concernenti la conservazione del posto di lavoro e i permessi retribuiti per esami e cure mediche in favore dei lavoratori affetti da malattie oncologiche, invalidanti e croniche”, già votata dalla Camera il 25 marzo 2025 (ne parlavamo qui, ndr).
    Questa nuova legge rappresenta un importante riconoscimento istituzionale del diritto alla cura e alla dignità lavorativa per chi affronta sfide sanitarie di lunga durata, colmando un vuoto normativo particolarmente sentito. Si tratta di una riforma attesa da anni, che introduce garanzie concrete per migliaia di lavoratrici e lavoratori costretti a convivere con malattie gravi.

    Le principali novità introdotte

    La legge si articola in cinque articoli, ciascuno dei quali tocca aspetti fondamentali della vita lavorativa e personale delle persone colpite da gravi patologie. Ecco i principali punti:

    1. Conservazione del posto di lavoro fino a 24 mesi

    I lavoratori dipendenti – pubblici e privati – affetti da malattie oncologiche, invalidanti o croniche (anche rare), con una percentuale di invalidità pari o superiore al 74%, potranno usufruire di un congedo – continuativo o frazionato – della durata massima di 24 mesi alle seguenti condizioni:
    •    durante il periodo di congedo si mantiene il diritto al posto di lavoro, anche se non è prevista retribuzione;
    •    il periodo non è computato nell’anzianità di servizioai fini pensionistici, ma è riscattabile;
    •    durante il periodo di congedo è esclusa ogni forma di attività lavorativa;
    •    il lavoratore autonomo può usufruire di una sospensione di massimo 300 giorni all’anno se presta servizio continuativo;
    •    sono fatte salve condizioni più favorevoli previste dai contratti collettivi.

    2. Accesso agevolato al lavoro agile

    Al termine del congedo, chi rientra al lavoro ha diritto prioritario – se compatibile con le mansioni – all’accesso allo smart working, come previsto dalla Legge 81/2017.

    3.  Permessi retribuiti per esami e cure

    Oltre alle tutele già previste dai contratti collettivi, la legge riconosce 10 ore annue aggiuntive di permessi retribuiti per:
    •    visite specialistiche;
    •    esami strumentali;
    •    analisi cliniche;
    •    cure mediche ricorrenti
    Il diritto vale anche per genitori di figli minori affetti da malattie oncologiche, croniche o invalidanti.
    L’indennità economica per queste ore sarà trattata come quella prevista per gravi patologie e nel privato sarà anticipata dai datori di lavoro, con successivo conguaglio con l’ente previdenziale.

    Fondi e investimenti previsti

    Per garantire l’attuazione della legge, il Parlamento ha previsto importanti stanziamenti:
    •    20 milioni di euro a salire fino oltre 25 milioni a partire dal 2035 per coprire i permessi retribuiti;
    •    1,24 milioni di euro annui dal 2026 per le sostituzioni del personale nella scuola pubblica;
    •    500.000 euro nel 2026 e 20.000 euro annui dal 2027 per l’adeguamento tecnologico dell’INPS.

    Premi di laurea per la memoria di pazienti oncologici

    La legge istituisce anche un fondo da 2 milioni di euro l’anno per premi di laurea dedicati alla memoria di pazienti oncologici, destinati a studenti meritevoli in ambito medico, biologico e farmaceutico. I dettagli saranno stabiliti con decreto dal Ministero dell’Università.

    La posizione critica della FAVO

    Nonostante l’approvazione unanime al Senato rappresenti un segnale politico importante, non sono mancate critiche da parte delle associazioni di tutela dei pazienti oncologici. In particolare, la FAVO (Federazione Italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia) ha accolto con senso di responsabilità il via libera definitivo alla legge, ma ne ha evidenziato anche i limiti strutturali: “I segnali vanno nella giusta direzione. Tuttavia, esprimiamo amarezza per alcune osservazioni e alcuni emendamenti non colti: pensiamo, ad esempio, al divieto di lavoro notturno per pazienti oncologici, all’obbligo di preavviso sulla scadenza del comporto e all’esclusione delle assenze per terapie salvavita dal calcolo del comporto. Misure semplici, ma di grande impatto nella vita reale dei lavoratori fragili”.
    A proposito, FAVO ha ribadito il proprio impegno a vigilare e a continuare a proporre soluzioni concrete per migliorare la qualità della vita lavorativa dei pazienti oncologici e cronici. La speranza è che questa legge, pur rappresentando un primo passo, venga presto integrata.

    Marco Berton

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