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    Il Ministro chiarisce: ricambi e batterie delle carrozzine sono a carico del SSN

    Luglio 3, 2025

    Così Schillaci: “(…) All’assistito non dovrebbe essere richiesta alcuna compartecipazione alla spesa per riparazioni o sostituzioni. Se questo sta accadendo (…) significa che qualcuno non sta applicando correttamente le normative vigenti e questo non è accettabile.”

    Aveva giustamente sollevato un vespaio di polemiche la questionebatterie di ricambioper carrozzine elettrichea carico degli assistiti in Veneto, denunciata da alcuni utenti e ripresa dalla stampa. Ora, le rassicurazioni del Ministro Orazio Schillaci nel Question time della scorsa settimana, sembrano mettere fine alla questione.

    Da episodi locali a caso nazionale

    La protestaera scattato da un paio di episodi locali, ripresi da Il Fatto Quotidiano, per poi allargarsi a un dibattito nazionale, allarmando i cittadini con disabilità, e sollevando anche proteste da parte delle associazioni rappresentative delle persone con disabilità, come la FISH Federazione Italiana Superamento Handicap. Nel frattempo Il Fatto aveva raccolto ulteriori segnalazioni da cittadini da altre parti d’Italia.

    Il chiarimento in Veneto

    Sul caso Veneto, nei giorni successivi era seguita una nota da parte dell’assessore regionale Lanzarin che ha chiarito come le Aziende sanitarie debbano assicurare, su prescrizione dello specialista, non solo l’erogazione del dispositivo medico, ma anche tutte le prestazioni di adattamento e personalizzazione , oltre a quelle di manutenzione, riparazione e sostituzione di batteria o altri componenti necessari. Viene inoltre disposto che tali prestazioni (manutenzione, riparazione e sostituzione di batteria o altri componenti necessari) devono essere garantite anche agli assistiti già in possesso di una carrozzina elettrica prescritta ed erogata ai sensi del DM 332/99.

    L’interrogazione parlamentare

    Nel frattempo, nei giorni scorsi era stata anche presentata una interrogazione presentata dal deputato Andrea Quartini (M5S) e illustrata dalla deputata Marianna Ricciardi. Al question time alla Camera dei Deputati del 25 giugno è arrivato quindi il chiarimento del Ministro della Salute Schillaci che, al riguardo, ha ribadito quanto previsto dal quadro normativo sui dispositivi di ausilio e sulle garanzie che il nostro sistema sanitario deve assicurare.

    Il Ministro chiarisce: batterie non a carico dei cittadini

    Il Ministro Schillaci richiama quindi l’articolo 3, comma 2, dell’allegato 12 al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 12 gennaio 2017 – quello sui LEA – ricordando che “stabilisce un principio chiaro e inderogabile: per i dispositivi di serie degli elenchi 2A e 2B del nomenclatore LEA, dove troviamo le carrozzine e tutti gli ausili per la mobilità personale, regioni e ASL devono stipulare contratti attraverso gare pubbliche, non scelte discrezionali, ma procedure trasparenti”.

    Cosa devono garantire e fornitori

    Ma ecco il punto cruciale. I capitolati di gara devono prevedere obbligatoriamente che i fornitori aggiudicatari forniscano tre garanzie fondamentali:
    1. l’adattamento o la personalizzazione dei dispositivi da parte di professionisti sanitari abilitati
    2. la manutenzione ordinaria;
    3. la riparazione o sostituzione dei componenti.
    Il Ministro incalza: “Non è una raccomandazione, è un obbligo di legge. Questa norma è in vigore dal 2017. L’entrata in vigore del nuovo decreto Tariffe del 2025 – quello che ha sostituito il vecchio decreto ministeriale n. 332/1999 – non ha cambiato nulla sui diritti dell’assistito, assolutamente nulla. L’innovazione riguarda solo le modalità di approvvigionamento”.

    Le regioni devono adeguarsi

    “Le regioni – ha detto il Ministro devono conformarsi a procedure di gara ad evidenza pubblica, ma i diritti dei cittadini restano gli stessi, anzi, sono rafforzati. Alcune regioni hanno fatto ancora di più: hanno approvato tariffari di riferimento per gli ausili degli elenchi 2A e 2B, che specificano, nero su bianco, che la riparazione e la sostituzione dei dispositivi protesici, trascorsi i tempi minimi di garanzia, rimangono a carico delle aziende sanitarie, non del cittadino, ma delle aziende sanitarie.

    I cittadini non devono pagare

    Stante il quadro normativo nazionale che ho richiamato, all’assistito non dovrebbe essere richiesta alcuna compartecipazione alla spesa per riparazioni o sostituzioni. Se questo sta accadendo, come nel caso segnalato, significa che qualcuno non sta applicando correttamente le normative vigenti e questo non è accettabile. I diritti delle persone con disabilità non possono essere subordinati a interpretazioni discrezionali o a carenze organizzative territoriali. Sono diritti esigibili e garantiti dalla legge nazionale, che ogni amministrazione ha il dovere di rispettare”.

    La richiesta: una circolare esplicativa

    A conclusione dell’intervento del Ministro, il deputato Quartini incalza: “Il pasticcio è però evidente, perché ci sono alcune regioni che non vengono dietro alle raccomandazioni e agli obblighi di legge rispetto a questo. Ne cito una per tutti: la regione Veneto. Zaia, a suo tempo, ha risposto che, nel nuovo nomenclatore tariffario, non erano previste queste sostituzioni

    Io credo davvero che sia fondamentale, perché i prezzi che hanno sono insostenibili, sono proibitivi per le famiglie: per una batteria, si arriva a 680 euro, e non è neanche quello che guadagnano in un mese di pensione. La richiesta è quindi chiara:una circolare esplicativa del Ministero per chiarire questo aspetto.

    Redazione

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