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    Obesità, nasce FIAO, la federazione delle associazioni di pazienti: «Riconoscerla pienamente come malattia»

    Aprile 25, 2025

    Sette le associazioni federate, per supportare e rappresentare i pazienti nel confronto con le Istituzionicon un’unica voce, anche allo scopo di arrivare a una legge sul riconoscimento dell’obesità come malattia

    Far sentire la voce dei pazienti, tutelarne i diritti e contribuire fattivamente al dibattito per il contrasto all’obesità, quale emergenza prioritaria del Sistema Sanitario. È questo l’obiettivo di FIAO – Federazione Italiana Associazioni Obesità, associazione nata nei giorni scorsi che riunisce sette associazioni di pazienti a livello nazionale già impegnate nell’ambito dell’obesità: Amici Obesi Onlus, La Mattina dopo Odv, MPO – Mai più obesi, Giro di boa Aps, SMALL, ASCOP Onlus, Fiocchetto Verde Odv.

    Cosa farà la federazione di associazioni
    Presidente della nuova Federazione è Iris Zani, Presidente di Amici Obesi Onlus, Vicepresidente è Eligio Linoci, Presidente di La Mattina dopo Odv.«FIAO, nel dare voce ai pazienti, intende promuovere una corretta informazione sull’obesità e sensibilizzare le istituzioni, e la comunità tutta, sul suo riconoscimento come malattia – dichiara Iris Zani, Presidente FIAO e Presidente di Amici Obesi Onlus. –  Scopo di FIAO è accompagnare e supportare le persone lungo il loro percorso, offrendo assistenza, orientamento e sensibilizzazione su una malattia complessa e troppo spesso sottovalutata, sottolineando l’importanza di un approccio multidisciplinare, da un lato, e della condivisione di esperienze, dall’altro, per migliorare la qualità di vita di chi vive con questa malattia (…)”.

    Così Eligio Linoci, Vicepresidente FIAO e Presidente di La Mattina dopo Od: «Attraverso questa nuova federazione, le associazioni riunite intendono creare una rete solida e inclusiva per diffondere consapevolezza, abbattere i pregiudizi e favorire un accesso equo alle cure FIAO promuove ogni azione intesa a migliorare la qualità di vita della persona con obesità, al fine di garantire il più agevole accesso alle prestazioni assistenziali, sanitarie e sociali, si propone come organizzazione costantemente impegnata sulla prevenzione e l’educazione sanitaria, nella tutela delle persone con obesità nella loro vita lavorativa, e opera concretamente per sensibilizzare l’opinione pubblica promuovendo sul piano sociale e sanitario i diritti della persona con obesità. Per realizzare tutto questo – conclude Linoci – è importante che ci sia un impegno condiviso da parte di tutti i soggetti coinvolti – istituzioni, mondo scientifico, realtà dell’associazionismo e soggetti privati».

    L’obesità in Italia: i numeri
    L’obesità è una malattia cronica progressiva e recidivante, che in Italia riguarda circa 12% della popolazione, 6 milioni di persone, a cui si aggiunge circa un altro 40% della popolazione in sovrappeso, il che significa che nel nostro Paese un problema di peso riguarda oltre la metà degli adulti: è un’emergenza sanitaria. Circa il 30% dei bambini in Italia ha un problema di sovrappeso o obesità.

    Una proposta di legge sull’obesità
    Uno scenario che, nel suo complesso e nelle sue implicazioni, rappresenta una delle grandi sfide del nostro Sistema Sanitario, anche alla luce della possibilità concreta che ha oggi l’Italia di avere la prima legge al mondo dedicata all’obesità, grazie alla proposta di legge n.741 della XIX Legislatura “Disposizioni per la prevenzione e la cura dell’obesità” di iniziativa dell’On. Roberto Pella, la cui votazione in Aula alla Camera è prevista a breve, con l’auspicio che presto il suo iter di approvazione, anche con il voto al Senato, possa essere portato a termine.

    Perchè riconoscere l’obesità come malattia
    La neo presidente sottolinea anche la portata della legge per considerare finalmente l’obesità una malattia, e non un atteggiamento verso il cibo. Continua Zani: “(…) In questo scenario l’approvazione di una legge, la prima al mondo, che riguarda la salute delle persone che vivono con obesità rappresenta un passaggio molto importante per lanciare finalmente un chiaro messaggio a tutela di queste persone, quello cioè che non si tratta di un atteggiamento sbagliato nei confronti del cibo, né di una condizione di esclusiva responsabilità del paziente, ma di una malattia che, come tale, va affrontata. Attendiamo il voto in Aula alla Camera dei Deputati, e come FIAO auspichiamo l’approvazione della legge per far sì che le persone con obesità in Italia siano le prime a poter beneficiare di tutto ciò che una legge come questa porterà in termini di diritti e accesso. Ci auguriamo inoltre che altrettanto celermente prosegua il percorso verso il riconoscimento dell’obesità come malattia cronica attraverso l’approvazione del nuovo Piano Nazionale Cronicità».

    «Il riconoscimento dell’obesità come una malattia cronica e recidivante è un aspetto fondamentale nel contrasto a questa emergenza, che richiede il pieno supporto da parte della società e della politica – dichiara il Prof. Andrea Lenzi, Presidente Comitato nazionale per la biosicurezza, le biotecnologie e le scienze della vita della Presidenza del consiglio dei ministri, membro della Cabina di Regia Piano Nazionale della Cronicità. – La governance a livello globale, di Paese e città è importante, ma di solito è frammentaria, spesso focalizzata sulla scelta individuale e incapace a prendere le distanze da obiettivi politici a breve termine, motivo per cui è necessario lavorare insieme per cambiare percorso nel contrasto a questa malattia. Il ruolo delle associazioni dei pazienti è oggi sempre più importante: non solo assistono gli associati, ma dialogano come interlocutori fondamentali con il mondo dei medici e delle istituzioni. La nascita di una federazione come FIAO che unisce autorevolmente le associazioni di persone con obesità rappresenta una novità molto importante e una spinta ulteriore ad agire nella giusta direzione».

    Redazione

     

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