Arrivata l’autorizzazione nell’Unione Europea della molecola lecanemab per il trattamento del disturbo cognitivo lieve nelle prime fasi della malattia di Alzheimer
La Commissione Europea ha concesso il 15 aprile 2025 l’autorizzazione per un medicinale per il trattamento del decadimento cognitivo lieve nelle prime fasi della malattia di Alzheimer, in determinate condizioni. Si tratta del primo medicinale approvato nell’UE.
L’autorizzazione
L’autorizzazione nell’Unione Europea della molecola lecanemab si basa sulla valutazione scientifica positiva dell’Agenzia europea del farmaco, che ha concluso che i benefici di questo medicinale superavano i rischi in una particolare popolazione di pazienti con tale malattia, purché vengano applicate misure di minimizzazione del rischio. Pertanto, la decisione di autorizzazione stabilisce anche condizioni rigorose sull’uso di Leqembi.
L’utilizzo della molecola, e quindi il farmaco, è consentito solo in persone che hanno solo 1 o nessuna copia del gene ApoE4 e che hanno placche amiloidi-beta nel cervello.
Il commento
Soddisfazione viene espressa da Patrizia Spadin, Presidente di AIMA – Associazione Italiana Malattia di Alzheimer: “Oggi possiamo guardare ancora con più fiducia alle nuove opportunità terapeutiche per la malattia di Alzheimer, ma il sistema deve essere pronto a riceverle, distribuirle e somministrarle ai pazienti in ogni regione del nostro Paese”.
“Siamo molto soddisfatti per questo primo grande risultato raggiunto, che ci dà la speranza di vedere la luce in fondo al tunnel” ha dichiarato Patrizia Spadin. “L’autorizzazione della Commissione Europea rende ora più urgente che mai l’adeguamento della rete di diagnosi e cura che chiediamo a gran voce da anni”.
“Ci auguriamo che questa sia l’occasione per vedere accolti i nostri appelli. Dal canto nostro, continuiamo a essere a disposizione delle istituzioni per mettere in comune le conoscenze che AIMA ha maturato in questi quarant’anni a fianco dei pazienti” ha concluso Spadin.
Demenza e Alzheimer in Italia
In Italia i casi di demenza sono 1,2 milioni, di cui circa 700mila con Alzheimer a cui si aggiungono 800mila persone con segni di deterioramento cognitivo lieve (MCI). La prognosi media della malattia di Alzheimer è di 12 anni e le persone coinvolte nell’assistenza sono circa 4 milioni, con oltre il 70% dei caregiver di sesso femminile. Circa il 10% della popolazione italiana, quindi, è coinvolta sul tema.
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