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    Legge 104 e lavoratori fragili: approvato in Commissione alla Camera un emendamento che allunga la tutela

    Settembre 17, 2021

    Ora l’emendamento dovrà passare il vaglio di Camera e Senato

    Si apre forse uno spiraglio che potrebbe riportare per alcuni mesi una importante tutela lavorativa per i lavoratori fragili. Stiamo parlando delle tutele previste dall’ “articolo 26 del Cura Italia”, che a marzo aveva introdotto la possibilità, per alcune categorie di lavoratori definiti fragili (tra i quali lavoratori con certificazione di handicap grave), di vedersi considerare l’assenza dal lavoro come ricovero ospedaliero. La misura era stata poi prorogata di volta in volta e, recentemente, solo in parte.

    Durante la discussione di ieri per la conversione in Legge del “Decreto Legge Green Pass” (Decreto Legge 111/21 – Misure urgenti per l’esercizio in sicurezza delle attività scolastiche, universitarie, sociali e in materia di trasporti) la Commissione Affari Sociali della Camera ha approvato un emendamento proposto dai deputati Lisa Noja e Massimo Ungaro che estenderebbe tali tutele fino al 31 dicembre prossimo. Ora il testo dell’emendamento dovrà ottenere parere favorevole della Camera e del Senato.

    Cosa significa
    Se l’emendamento sarà approvato, significa che torneranno le tutele per le categorie di lavoratori definiti fragili:
    1) lavoratori in possesso del riconoscimento di disabilità con connotazione di gravità (art. 3, comma 3, legge 104 del 1992);
    2) lavoratori in possesso di certificazione attestante una condizione di rischio derivante da immunodepressione o da esiti da patologie oncologiche o dallo svolgimento di relative terapie salvavita

    Per questi lavoratori, se l’emendamento verrà approvato, fino al 31 dicembre 2021 l’assenza dal lavoro verrà equiparata al ricovero ospedaliero (con esclusione del periodo di assenza dal computo del periodo di comporto). Questo esclusivamente nei casi in cui la prestazione di lavoro non possa essere resa in modalità di “lavoro agile” (smart working), anche attraverso l’assegnazione a diversa mansione ricompresa nella medesima categoria o area di inquadramento, come definite dai contratti collettivi vigenti, o lo svolgimento di specifiche attività di formazione professionale anche da remoto.

    Redazione

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